YAISY BONILLA/ Brescia, accoltellato davanti alla discoteca: ucciso per uno spinello negato (ultime notizie)

- Dario D'Angelo

Accoltellato davanti alla discoteca, Brescia: il 20enne colombiano Yaisi Bonilla ucciso dal 22enne di Gussago Anthony Aiello. La confessione, parla il padre del killer bresciano.

incidente_omicidio_carabinieri_1_lapresse_2017
LaPresse

Non sarebbe stata una battuta esplicita nei confronti della ragazza di Yaisy Bonilla alla base del suo delitto. Finora era questo il presunto movente dell’omicidio del giovane colombiano, ucciso a coltellate dal quasi coetaneo Anthony Aiello. Stando a quanto reso noto dal quotidiano La Stampa, infatti, la lite tra Yaisy Bonilla e l’italiano 23enne sarebbe nata per uno spinello negato. A spiegarlo davanti al Gip nella mattinata odierna sarebbe stato lo stesso Aiello, in carcere ed in isolamento dallo scorso lunedì mattina. Il giovane, all’uscita della discoteca, aveva chiesto alla vittima – che non conosceva – di poter fare due tiri. Il colombiano aveva replicato con i fatti, sferrandogli un pugno sul naso. Armato di coltello, dunque, sarebbe tornato armato di coltello colpendo mortalmente all’addome il 21enne. Sia l’aggressore che la vittima erano entrambi ubriachi e, sebbene questo non può bastare come scusante, certamente ha inciso non poco sulla dinamica dei fatti. Per Aiello, questo non è il primo arresto in quanto in passato fu già fermato per spaccio. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Il caso di Yaisi Bonilla, il colombiano accoltellato davanti alla discoteca a Brescia nei giorni scorsi, è praticamente concluso: c’è un assassino che ha confessato, il 23enne Anthony Aiello e anche un probabile movente – “mi ha colpito con un pugno dopo una lite per la sua ragazza, io poi l’ho accoltellato in un secondo momento più volte all’addome”, il riassunto della confessione fatta da Anthony -. Oggi ha voluto parlare il padre dell’assassino 22enne di Gussago che con un coltello ha posto fine alla vita dell’altrettanto giovanissimo colombiano Yaisi Bonilla. L’omicidio fuori dal Disco Volante di Brescia ha visto un breve dialogo tra il padre Filippo Aiello e i colleghi del Corriere della Sera il giorno dopo la confessione di Anthony: «starò vicino a mio figlio. È una disgrazia che ha rovinato due famiglie. Io sto chiuso nel mio dolore», racconta nella sua tabaccheria in piena città. È calmo ma anche preoccupato il genitore che non riesce a condannare in pieno il figlio, raccontando di come la disperazione e la rabbia per quanto accaduto non impedisce di voler rimanere vicino al figlio in questo momento disperato. (agg. di Niccolò Magnani)

Le morti tragiche e violente dei giovani nelle discoteche italiane sembrano essere una costante di questo 2017 italiano: alla morte di Emanuele Morganti, il 20enne pestato dal branco a sprangate ad Alatri, bisogna aggiungere infatti quella di Yaisi Bonilla, suo coetaneo colombiano, accoltellato domenica davanti alla discoteca Discovolante di Brescia e morto alcune ore più tardi. Se per il caso di Alatri gli inquirenti non hanno ancora chiara la dinamica che ha portato alla morte del giovane, per l’uccisione di Brescia è invece arrivata la confessione in piena regola del killer: si tratta di Anthony Aiello, 22enne residente con i genitori a Gussago, nel Bresciano, che come riportato da Il Giorno è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario al termine di un interrogatorio che lo ha portato all’ammissione delle sue colpe. Dopo un inizio spavaldo, in cui aveva negato con forza ogni coinvolgimento, Aiello è crollato dinanzi alle domande incalzanti degli inquirenti, ammettendo che quella notte era scaturita una lite con il colombiano poi  sfociata in tragedia. Era stata la stessa fidanzata della vittima, la 27enne rumena Andrea, ad indicarlo come colpevole dell’uccisione del suo ragazzo e ad indicare il movente: alcuni apprezzamenti nei suoi confronti forniti da Aiello e non graditi dal colombiano. Sarebbe stato proprio lui, Yaisi Bonilla, a dare inizio agli spintoni e a colpire con un pugno Aiello, il quale, dopo essersi allontanato, sarebbe tornato sui suoi passi accoltellando più volte alla pancia il rivale. Una ricostruzione dei fatti, quella fornita dal bresciano, ancora tutta da verificare: ma la sensazione che il tunnel di violenza che coinvolge il mondo dei giovani e delle discoteche sia ancora lungo da attraversare è più viva che mai. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori