Gas Sarin sui bambini/ Siria, raid e 100 civili uccisi: Kim Won-Soo, “il peggior attacco dal 2013”

- Niccolò Magnani

Attacco gas Sarin in Siria, ultime notizie di oggi 5 aprile 2017: Idlib, raid chimici su bambini. Vescovo di Aleppo, “non credo sia stato Assad”, oggi Consiglio di Sicurezza Onu.

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Guerra in Siria (foto da Lapresse)

Ansa ha interpellato uno dei medici che ha visitato per primo i feriti della zona di Idlib dopo l’attacco di Gas Sarin. Una situazione complicata che ha portato il Sig. Kim Won-Soo a sottolineare questo come: “il peggior attacco dal 2013 a oggi”. Spiega inoltre che il numero di settantaquattro morti è destinato a salire forse addirittura oltre ai cento. Questo perchè le condizioni di decine di feriti sono davvero molto gravi dopo l’esalazione dei gas. Un dolore che sicuramente apre una ferita che interessa ovviamente la Siria ma non solo perchè tutto il mondo si ferma e si interroga di fronte a questo ennesimo gesto di violenza ingiustificata e che ha portato a perdere la vita soprattutto a tantissimi bambini ma anche a tante donne e molti uomini. Staremo a vedere se arriveranno delle novità in merito nelle prossime ore. (agg. di Matteo Fantozzi)

Arriva la conferma dei Medici senza Frontiere rispetto all’attacco tossico compiuto nella provincia di Idlib: «i sintomi analizzati son coerenti con l’esposizione ad agenti neurotossici come il gas sarin». Le vittime sono quasi 100 anche se al momento non si hanno cifre certe: i sintomi sono per tutti, anche per i tantissimi feriti, i medesimi. Pupille contratte, spasmi muscolari, defecazione involontaria, in molti casi purtroppo anche la crisi respiratoria e la morte in breve tempo. Di contro, sul fronte diplomatico, prosegue la battaglia a distanza tra Onu e Usa contro il blocco Russia-Assad; Donald Trump ha fatto sapere di non ritenere credibile la tesi fornita da Mosca in difesa di Damasco. «Gli Stati Uniti continuano a credere che il governo siriano di Bashar Assad sia responsabile dell’attacco con armi chimiche», ha poi aggiunto un alto funzionario della Casa Bianca in questo pomeriggio.

Dopo le parole importanti del vescovo di Aleppo – per ora rimaste inascoltate dalla comunità internazionale – l’attacco in Siria con gas tossico vede ora una nuova entrata in scena della Russia che prova a difendere il governo di Damasco, accusato invece dall’Onu e dalla Nato di aver bombardato con armi chimiche l’area di Idlib. «La Russia e le sue forze armate continuano l’operazione per sostenere la campagna antiterroristica per la liberazione del Paese svolta dalle forze armate della Repubblica araba siriana», ha dichiarato poco fa il portavoce di Putin al Cremlino, Dmitri Peskov. L’appoggio di Mosca ad Assad è continuo nella battaglia contro l’Isis e contro i ribelli anti-governativi. Nel frattempo il Consiglio di Sicurezza dell’Onu confirma Usa, Francia, Regno Unito, hanno presentato una bozza di condanna alla Siria per il radi con gas sarin di ieri mattina. Russia e Damasco rifiutano e riportano ancora la versione per cui sarebbe stato colpito un deposito di armi chimiche che avrebbe provocato il disastro con quasi 100 civili morti.

L’Onu e la Nato condannano nettamente l’attacco chimico con gas sarin avvenuto ieri nella provincia di Idlib in Siria: le prove dei gas chimici sono state portate dalla Turchia con le prime analisi e oggi alle ore 16 si terrà il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dopo l’escalation di attacchi nella guerra civile sul territorio siriano. Sotto accusa è ancora il Presidente Assad che prosegue nello smentire la paternità dell’attacco chimico e punta il dito contro i ribelli anti-Damasco. Intanto è intervenuto il Segretario Generale Onu, Antonio Guterres: «Quell’attacco chimico è stato un crimine di guerra e una risoluzione di condanna può fare pressione sulle parti in conflitto e sui paesi che hanno influenza su di loro». In attesa del report finale del Consiglio di Sicurezza, il n.1 delle Nazioni Unite ha poi aggiunto «L’orribile evento di ieri dimostra che in Siria si commettono crimini di guerra e che la legge umanitaria internazionale viene violata frequentemente». Commenta anche la Nato con il segretario generale Jens Stoltenberg che si dice inorridito, esattamente come Papa Francesco, di fronte a quanto avvenuto in quel di Idlib in Siria: «questa è la terza volta che emergono notizie sull’uso di queste barbare armi solo nell’ultimo mese».

Il gas sarin è il principale indiziato nell’attacco chimico con gas mandato su Idlib nella città di Khan Shaykhun in Siria: anche il gas nervino non viene escluso, con le analisi in questo momento tenute in Turchia sui tanti feriti raccolti sul campo dopo l’attacco tremendo. Oggi è stato convocato d’emergenza il Consiglio di sicurezza dell’Onu sul caso-Siria, con l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini che anche in questi minuti a Bruxelles ha rilanciato una “forte spinta per i colloqui di pace sulla Siria, basta tragedia e stragi come quelle di ieri”. Mentre però prosegue l’indegno rimbalzo di responsabilità tra Assad, ribelli, terroristi e anche Russia, questa mattina Papa Francesco nella sua Udienza Generale ha parlato eccome dell’attacco chimico su Idlib. «Assistiamo inorriditi agli ultimi eventi in Siria, faccio appello – ha detto il Papa circa la strage di Idlib – alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale, affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra». Secondo il Santo Padre vi è una ferma «deplorazione per l’inaccettabile strage avvenuta ieri nella provincia di Idlib, dove sono state uccise decine di persone inermi, tra cui tanti bambini».

La Ue attacca Assad. Damasco si difende e la Russia mostra una versione diversa dell’attacco con gas tossico sui bambini e sui civili uccisi barbaramente ieri nella provincia di Idlib, zona controllata dai ribelli anti-Governo. La novità del giorno, mentre continuano ancora i raid nella zona tra Assad e ribelli, è mostrata proprio dalla strana posizione di Mosca che ha avanzato questa mattina. «Attività militari russe hanno registrato martedì un attacco delle forze aeree siriane su depositi di armi e una fabbrica di munizioni nella periferia orientale della città di Khan Sheikhoun»: sono le parole del generale maggiore russo Igor Konashenkov che pone così un appoggio alla tesi di Assad che smentisce l’attacco chimico. Anzi, il governo di Damasco rilancia l’accusa affermando con il portavoce governativo «ritieniamo responsabili per l’uso di sostanze chimiche e tossiche i gruppi terroristi e i loro seguaci». Il risultato non cambia, circa 80 civili tra cui molti bambini sono morti con crimini di guerra orrendi provocati da attacchi chimici: chiunque sia il responsabile, resta la strage inutile e assurda.

È durissima la reazione della comunità internazionale anche in Europa contro la Siria, per via del raid con gas chimico effettuato nella provincia di Idlib: «la notizia delle armi chimiche è orribile ed è un promemoria del fatto che la situazione continua ad essere drammatica», ha commentato in un primo momento Federica Mogherini, Alto rappresentante per la Politica Estera Ue. Ha poi rincarato la dose però, man mano che le notizie venivano confermate dalla Siria, mettendo al centro il problema-Assad: «ora la Siria risponde per crimini di guerra commessi. C’è una primaria responsabilità del regime perché deve proteggere il suo popolo, non attaccarlo», ha concluso la Mogherini. Un caso internazionale divenuto in poche ore dopo le conferme dell’utilizzo di gas forse sarin contro bambini, civili, vittime che con la guerra, con i ribelli e con l’Isis non c’entrano nulla. I medici sospettano l’utilizzo di gas letale come il sarin, o anche il nervino, ma resta l’orrore per quanto avvenuto: a breve anche l’Onu dovrebbe informarsi con Assad direttamente per comprendere se l’ordine dell’attacco è partito da Damasco o se il mistero su questo orrendo raid sia ancora da dirimere.

È un mistero attorno all’attacco con armi chimiche avvenuto questa mattina in Siria: il governo di Assad, mentre viene attaccato praticamente da tutti i principali attori della politica internazionale per via dell’orrore e strage avvenuta contro i civili nell’area controllata dia ribelli anti-Assad, smentisce su tutta la linea di aver usato armi chimiche. «Non usiamo e non abbiamo usato armi di questo tipo. È un’accusa falsa, l’opposizione sta cercando di ottenere tramite i media ciò che non è riuscita a raggiungere sul terreno», spiega una fonte del governo di Damasco. È scattata una indagine dell’Onu, anche perché già in passato Assad era stato accusato di aver usato gas tossici per ripetuti attacchi nella guerra civile: il commento del portavoce italiano dell’Unicef è assai eloquente, «l’umanità oggi è morta». Secondo Andrea Iacomini dunque, la comunità internazionale, dopo sei anni di inferno, «deve porre fine a questo calvario. Non ci sono figli di Assad e dei ribelli, sono tutti vittime di una guerra che non hanno voluto».

I numeri ancora no sono ufficiali: alcuni parlando di 58 vittime, altri di 100, resta comunque una carneficina quella provocata dall’attacco chimico in Siria nella provincia di Idlib: gas tossici, forse sarin, che hanno sterminato un centinaio di vittime e altri 400 presentano sintomi come vomito, schiuma alla bocca e crisi respiratori, assolutamente riconducibili ad attacchi chimici. La reazione della comunità internazionale è veemente: la Francia, fa sapere in una nota il ministero degli Esterni Ayrault, ha chiesto con urgenza un consiglio di sicurezza dell’Onu per discutere di quanto successo questa mattina nel raid in Siria. Addirittura il presidente turco Erdogan è intervenuto ponendo l’accento sulla barbarie dell’attentato con raid degli aerei russi. «Questo tipo di attacco è inumano e inaccettabile e ha sottolineato che rischia di vanificare tutti gli sforzi di negoziato che ad Astana” stanno affrontando il problema della pace in Siria», viene riportato dall’Agenzia Anadolu di una chiamata Erdogan-Putin. La Turchia ha mandato dal confine 30 ambulanze per soccorrere e portare sul proprio suolo i civili ribelli colpiti dall’attacco tossico. Intanto non è ancora chiaro chi possa aver indetto l’attacco: di certo è arrivato dall’esercito governativo di Assad, però mancano confermare sulla presenza certa degli aerei russi o di altre coalizioni a supporto della Siria contro ribelli e Califfato Isis. 

Altro gravissimo attacco chimico in Siria, questa volta ad Idlib all’interno di un’area controllata dagli insorti e ribelli siriani anti-Assad. L’attacco è avvenuto questa mattina nella cittadina di Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib nella parte nordoccidentale della Siria. Alcuni siti di informazioni anti-Assad, hanno parlato questa mattina di bombe al cloro sganciate, ma la stessa Direzione Sanità del governo ha invece parlato di gas sarin (comunque vietato dalle convenzioni internazionali, specie contro civili). Sono tantissime le persone che hanno sofferto inizialmente di attacchi respiratori, problemi ai polmoni e lentamente l’agonia verso la more è arrivata nella città, come riporta l’Osservatorio siriano dei diritti umani. All’inizio 10, poi 35 e poi ora purtroppo è arrivato a 100, di cui almeno 11 bambini. Sono invece 400 i feriti e la condizione in questo momento nell’area colpita dal raid è drammatica e con gli aiuti che scarseggiano.

L’attacco chimico in Siria ha provocato almeno 100 morti e già di 400 feriti, con problemi respiratori e gravi crisi scatenate probabilmente dal gas sarin rilasciato dal raid governativo dell’esercito di Assad. il dittatore sostenuto dalla coalizione internazionale per combattere l’Isis in terra siriana, pare abbia voluto dare un messaggio di forza ai ribelli e insorti, visto che in quell’area ad Idlib sono molto forti e portano vari attacchi all’esercito del Governo di Damasco. Alcuni attivisti in queste ore stanno postando sui social immagini choc, in cui si vedono gli uomini della Protezione Civile soccorrere molti feriti stesi per terra e in preda a crisi respiratorie: come riporta Adnkronos, molti bambini vengono lavati con l’acqua per provare ad eliminare il gas tossico nel tempo minore possibile prima che diventi fatale. Come riporta il sito di informazione “Shaam”, vicino all’opposizione anti-Assad, ha dichiarato come i 22 raid avvenuti nelle ultime ore a Idlib sono stati condotti da jet russi Sukhoi. 

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