Barista ucciso a Bologna/ Budrio: Igor Vaclavic ricercato, arresto anche senza Dna (ultime notizie)

- Morgan K. Barraco

Barista ucciso a Budrio, ultime notizie: nel bolognese le autorità sospettano che il killer sia l’ex militare russo Igor Vaclavic, ricercato. Attesa per l’autopsia sul corpo della vittima

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Cinisello Balsamo, assalta passanti con coltello (LaPresse)

-Sono ore di grande attesa a Budrio per capire se l’autopsia sul corpo di Davide Fabbri, il 52enne ucciso all’interno del suo bar, incastrerà o meno il russo Ivan Vaclavic, l’ex militare dell’Armata Rossa che dalla sera dell’omicidio risulta “irreperibile” dalla Questura e sembra essere il maggiore indiziato da parte degli inquirenti. Proprio sul corpo di Davide Fabbri, infatti, potrebbero essere rinvenute tracce ematiche del malvivente su cui pende un mandato d’arresto europeo per 3 rapine effettuate a Ferrara nel 2015. Non è detto, però, che l’analisi del sangue ritrovato sulla scena del delitto possa risultare decisiva per incriminare Vaclavic dal momento che la schedatura dei detenuti ha avuto inizio di recente e il russo è uscito dal carcere, dopo aver scontato una condanna, già nella primavera del 2015. Nel caso in cui dovesse essere rintracciato dalle forze dell’ordine, dunque, a giustificare il mandato d’arresto sarebbe proprio il mandato d’arresto europeo in attesa di raggruppare indizi tali da ottenere un’incriminazione per l’omicidio di Budrio. (aggiornamento di Dario D’Angelo)

Continuano le ricerche nelle campagne di Bologna e Ferrara, oltre che negli ospedali, dell’uomo che ha ucciso Davide Fabbri, durante un tentativo di rapina, con un colpo di pistola. La pista più seguita è quella che conduce a Igor Vaclavic, ex militare dell’Armata Rossa su cui pende un mandato di arresto europeo per tre rapine commesse nel 2015 in provincia di Ferrara. Non è detto che l’analisi del sangue ritrovato sulla scena del delitto risulti decisiva, visto che la schedatura dei detenuti è partita solo recentemente. La pista dell’ex militare dell’Est, però, non è l’unica seguita: a tutti i comandi della regione – come riportato da Il Fatto Quotidiano – è stata chiesta una lista di sospettabili che possano essere associati al delitto per caratteristiche e precedenti. Oggi pomeriggio l’autopsia sul corpo di Davide Fabbri: si cercano tracce biologiche che possano aiutare a scoprire l’identità dell’assassino, come quelle sotto le unghie della vittima. Dai Ris di Parma sono, invece, attesi i risultati delle analisi della scia di sangue trovata fuori dal bar. (agg. di Silvana Palazzo)

Igor Vaclavic: è questo il nome più pronunciato nel ferrarese dopo l’omicidio di Davide Fabbri, il barista di Budrio rimasto ucciso in un tentativo di rapina finito male. Ma chi è l’ex militare dell’Armata Rossa che terrorizza la provincia emiliana? Una decina d’anni fa Vaclavic si era guadagnato la fama di bandito medievale. Il russo, infatti, era solito assaltare i casolari della zona armato di arco e frecce: con indosso una bandana nera a coprirgli il volto e un coltello legato alla caviglia, Vaclavic si era reso protagonista di rapine alle volte rocambolesche. Quella che lo aveva portato all’arresto, tentata ai danni di due fratelli contadini, per lui si era conclusa male: uno dei proprietari della tenuta aveva imbracciato il fucile. “Lui ha preso paura ed è scappato inciampando e cadendo sui vetri della porta che aveva abbattuto”, raccontava all’epoca a La Repubblica il contadino, “e s’è allontanato di gran lena con la bici”. Non era, insomma, il killer glaciale che viene descritto in queste ore. E fa uno strano effetto pensare al commento riservato da un ufficiale dei carabinieri una decina d’anni fa ripensando all’arresto del rapinatore-ninja, ritrovato nel suo rifugio, con soldi e insaccati:”Nella mia carriera ho visto di tutto, ma questa mi mancava”. Nessuno immaginava, allora, che Igor Vaclavic si sarebbe trasformato nell’assassino di Budrio. (aggiornamento di Dario D’Angelo)

Gli inquirenti vogliono essere certi che sia davvero Igor Vaclavic, l’ex militare russo dell’Armata Rossa ricercato per diverse rapine nel ferrarese, ad aver commesso l’omicidio di Budrio in cui ha perso la vita Davide Fabbri, il barista 52enne freddato con un colpo di pistola al cuore dopo aver tentato di sventare un furto nel suo locale. Per farlo, come riportato da Il Resto del Carlino, si attendono soprattutto i risultati degli esami che la Scientifica ha svolto sul luogo dell’omicidio, concentrandosi in particolare sul sangue rinvenuto sulla scena del delitto. La convinzione è che le tracce ematiche – e nello specifico una scia di 40 centimetri rinvenuta appena fuori l’ingresso del bar – appartengano proprio al killer. Anche l’autopsia sul corpo di Davide Fabbri, autore di una violenta colluttazione con l’assassino, potrebbe rivelare dettagli importanti per identificare con certezza l’assalitore: non è da escludere, infatti, che l’esame sul corpo del barista programmato per oggi porti alla luce tracce di Dna di Igor Vaclavic o comunque dell’autore dell’omicidio di Budrio. (aggiornamento di Dario D’Angelo)

Lo chiamano “Ivan il russo” e la sua foto è presente sul cruscotto di ogni volante delle forze dell’ordine emiliane, che in queste ore stanno cercando di rintracciare l’autore dell’omicidio di Budrio in cui ha perso la vita il barista Davide Fabbri, colpevole di aver tentato di reagire ad un tentativo di rapina davanti agli occhi della moglie. Ivan Vaclavic è l’uomo più ricercato del ferrarese e, per quanto il fascicolo aperto dal pm Marco Forte per omicidio volontario, rapina aggravata e porto abusivo d’armi resti a carico d’ignoti, anche la testimonianza della guardia giurata di Consandolo derubato della sua pistola sembra confermare il coinvolgimento dell’ex militare dell’Armata Rossa. Come riportato da Il Resto del Carlino, Ivan Vaclavic viene cercato nei casolari e, per cercare di individuarlo, è stato disposto l’utilizzo di elicotteri dei carabinieri dotati di sensori termici, in grado di segnalare la presenza umana. Non è escluso che dopo essersi ferito nella colluttazione Vaclavic si sia recato in ospedale per farsi curare: per questo gli accertamenti degli inquirenti stanno interessando anche le strutture sanitarie del ferrarese. La caccia all’uomo continua. (aggiornamento di Dario D’Angelo)

È caccia all’uomo per l’assassino di Davide Fabri, il barista 52enne ucciso lo scorso sabato a Riccardina di Budrio, nel bolognese. Le autorità hanno individuato un possibile sospettato, un ex militare rrusso, un certo Igor Vaclavic, su cui è stato emesso nel 2015 un mandato di arresto a livello europeo che tre rapine compiute in provincia di Ferrara. Secondo le autorità, Vaclavic è estremamente pericoloso e violento, soprattutto perché alle spalle può contare su un addestramento con i protocolli dell’Armata Rossa. Le autorità hanno scritto il suo nome nella rosa dei sospettati anche per la rapina avvenuta a Cosandolo, ai danni di una guardia giurata. A quest’ultima, infatti, è stata sottratta l’arma d’ordinanza, la stessa che potrebbe essere stata usata per uccidere Davide Fabbri. Il modus operandi del criminale in entrambi gli episodi, sottolinea Il Resto del Carlino, prevede l’uso di una doppietta. 

Gli inquirenti non hanno per ora confermato ufficialmente il coinvolgimento di Igor Vaclavic né nella morte di Davide Fabbri né nella rapina avvenuta a Cosandolo. Tuttavia rimane fra i principali sospettati, soprattutto perché la guardia giurata avrebbe riconosciuto l’aggressore nelle immagini della videosorveglianza. Il sospetto degli inquirenti è che il russo possa essersi nascosto nei casolari della campagna nelle vicinanze dell’ultimo crimine, come fece già nei primi anni del 2000, in seguito alle rapine messe in atto nella provincia di Rovigo e Ferrara. La Procura di Ferrara, inoltre, lo ha accusato due anni fa di essere indirettamente coinvolto nell’omicidio di Pier Luigi TTartari, un pensionato rapito ad Aguscello da una banda. Gli inquirenti hanno stabilito che per quest’ultimo episodio Igor Vaclavic non ha avuto alcuna responsabilità, ma farebbe parte dello stesso gruppo di criminali. 

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