ITALIANI FRIGNONI FIN DA PICCOLI?/ Lo dice lo studio, ma c’è anche un lato positivo…

- Linda Irico

Italiani “frignoni” fin da piccoli? I neonati italiani si classificano al terzo posto nella graduatoria stabilita dagli studiosi dell’Università di Warwick sui bimbi che piangono di più     

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Una cosa che accomuna tutti gli esseri umani è il pianto e da quando nasciamo a quando moriamo tutti ci abbandoniamo alle lacrime, chi più e chi meno. I neonati in particolare piangono molto, essendo quello l’unico modo che hanno per segnalare ai genitori i loro bisogni. Una ricerca riportata sul The Journal of Pediatrics svela quali sono, tra le varie nazioni, i “più frignoni” della Terra. Come riporta Silvia Bencivelli su Repubblica, gli scienziati dell’Università di Warwick hanno messo insieme i dati raccolti negli ultimi anni da pediatri di diverse nazionalità al fine di determinare quanto piangano i bambini nei loro primi tre mesi di vita. Ne è quindi nata una graduatoria, la prima secondo i ricercatori, dei posti dove i genitori passano più tempo a consolare i bimbi intenti a emettere i loro strazianti vagiti. Ai genitori dei bimbi è stato chiesto di cronometrare gli attacchi di pianto dei propri figli neonati. Ai primi posti di questa strana classifica troviamo britannici e canadesi mentre gli italiani si classificano terzi.

I risultati dello studio condotto dagli scienziati dell’Università di Warick ci dice che elle prime sei settimane di vita i bambini piangono tra i 117 e i 133 minuti al giorno, mentre tra le 10 e le 12 settimane la media della durata complessiva del pianto scende a 68 minuti. Per quanto riguarda la “regola del 3” ovvero quella che indica i bambini più “piagnoni” tra quelli che piango per più di tre ore al giorno per più di tre giorni alla settimana per più di tre settimane di seguito, quelli che possono essere inseriti in tale categoria sono uno su quattro sotto le 6 settimane di età, mentre tra le 10 2 le 12 smettono quasi tutti. Ma le variabili possono essere tante e quanto un bimbo piange a volte può dipendere anche solo dal suo temperamento. In ogni caso, non tutti i mali vengono per nuocere, anche perchè diversi studi (anche di ricercatori italiani) considerano come indicatore di buona salute e di sviluppo cognitivo proprio il pianto. 



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