STRAGE BUS UNGHERESE/ Due dirigenti autostrada Brescia-Padova indagati per omicidio plurimo

- Dario D'Angelo

Strage bus ungherese: due dirigenti dell’autostrada Brescia-Padova sono stati iescritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio plurimo per la tragedia avvenuta il 20 gennaio.

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Incidente (Pixabay)

Ad oltre due mesi dalla strage del bus ungherese andato in fiamme il 20 gennaio scorso sulla autostrada Brescia-Padova, costata la vita a 16 studenti di età compresa fra i 14 e i 18 anni (ai quali va aggiunta una 17esima vittima morta diverse settimane dopo in ospedale dopo una lunga agonia), inizia a muoversi la macchina investigativa per cercare di portare alla luce le responsabilità della tragedia. Come riportato da La Repubblica, nel registro degli indagati sono finiti anche due dirigenti dell’autostrada A4 Brescia-Padova accusati di omicidio plurimo. Per il momento non è stata espressa particolare preoccupazione da parte del legale dei due indagati, l’avvocato Fabio Pinelli, che ha descritto il capo d’imputazione come un atto dovuto da parte della Procura per ottenere rapidamente tutta la documentazione riguardante il guard-rail, dove il pullman si è schiantato prima di terminare la propria corsa contro un pilone del cavalcavia, posto nei pressi del casello di Verona est. Ai quotidiani locali, il legale ha confermato che dalle verifiche e dai sopralluoghi effettuati dalla società autostradale si evince chiaramente che il guard-rail non presentava alcuna irregolarità. Nel frattempo risulta ancora ricoverato nell’ospedale di Budapest l’autista dell’autobus accusato di omicidio stradale plurimo che probabilmente al momento dell’impatto era stato raggiunto da un colpo di sonno.



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