ANIMALI SENZ’ANIMA/ Mario Adinolfi: “non vanno in paradiso”. Rabbia social: “neppure tu ci andrai”

Animali senz’anima secondo Mario Adinolfi: “Non vanno in paradiso”. Bufera sui social network: “Neppure tu ci andrai”. La reazione nei confronti del giornalista e politico è anche ironica

05.04.2017 - Silvana Palazzo
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Gli animali non possono aspirare alla vita eterna, quindi per loro non c’è posto in paradiso: è questa la tesi di Mario Adinolfi, che ha fatto scoppiare un’altra bufera. Il giornalista e politico ha spiegato anche il motivo: sostiene che non abbiano l’anima. «Gli animali sono strumenti per il benessere dell’uomo, meritano massimo rispetto, ma l’ideologia animalista mette paura, l’animale non ha anima, questo è un dato di fatto per chi ha fede», ha dichiarato Adinolfi ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del programma ECG, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. Niente ponte arcobaleno dunque: «Gli animali non vanno in paradiso».

Queste dichiarazioni hanno suscitato tantissime reazioni, soprattutto sui social network, dove non sono mancate battute ironiche e sarcastiche nei confronti di Mario Adinolfi. «Gli animali non vanno in paradiso, non hanno anima. Lui neppure. Non passa dalla porta d’ingresso», scrive un utente su Twitter. C’è anche chi lancia un appello agli animali: «Non mi importa che Adinolfi sostenga che gli animali non hanno un’anima: a me basta che se decidono di cagargli in testa abbiano buona mira» (clicca qui per visualizzare il tweet). Insomma, c’è voluto poco per infiammare il dibattito sul web.

Nel corso dell’intervista c’è stato spazio anche a commenti su Matteo Renzi, che avrebbe perso «nel momento in cui si è messo contro il popolo del family day, era il suo zoccolo duro naturale quando voleva formare il partito della nazione». Non è mancato un riferimento a Fedez: «A me è sempre sembrato un bamboccione, non ce lo vedo a fare il gangster. Era grassoccio? E che vuol dire, io sono grassoccio ma molto bello». E c’è stata anche occasione di raccontare alcuni aneddoti sulla sua giovinezza, nella quale ha dovuto anche fare a botte per la politica: «Essendo quello grosso della compagnia difendevo gli amici. In giro per l’Italia c’è qualcuno, più d’uno, che le ha prese da Adinolfi. Io invece non le ho mai prese, ero una sorta di Bud Spencer».

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