SHARIA E VOTO VIA WEB / Elezioni di facciata in stile M5S per stipulare l’Intesa con lo Stato

- Emanuela Longo

Sharia e voto via web, ultime news: l’iniziativa del 65enne Hamza Roberto Piccardo basata sulla nascita di un sistema di elezione telematica in stile M5S.

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Immagine da Internet, una moschea

Nella giornata di oggi ha fatto il suo esordio ufficiale a Torino l’Assemblea Costituente Islamica d’Italia, ovvero uno strumento che permetterà di dare ai musulmani una “rappresentanza eletta” attraverso un voto via web e “vorrà essere un soggetto che potrà fare richiesta ufficiale alla Presidenza del Consiglio affinché si avvii un percorso di Intesa tra lo Stato e la Comunità islamica in base a quanto previsto dall’art. 8 della Costituzione”. In realtà, come rivela Il Giornale, attualmente l’Islam non rientra tra le religioni riconosciute dallo Stato poiché verrebbero a mancare due condizioni previste dall’art. 8 della Costituzione: la stipula dell’Intesa e la necessità che lo Statuto fondato sulla Sharia non contrasti con l’ordinamento giuridico italiano. Quest’ultimo aspetto verrebbe meno poiché lo Statuto sarebbe in totale disaccordo con le leggi laiche dello Stato. L’iniziativa di dare vita ad un sistema di elezione telematica di una rappresentanza islamica in perfetto stile M5S, arriva dal 65enne Hamza Roberto Piccardo il quale ambisce anche al controllo dei contenuti della proposta sulla cui base si stipulerebbe l’Intesa. In passato era stato lo stesso Piccardo a far fallire l’Intesa con lo Stato negoziata dal Consiglio islamico d’Italia poiché in disaccordo con i contenuti. Oggi, il 65enne ci riprova ma sfoggiando la novità del “musulmano informatico”, ovvero la versione “grillina” dell’Islam che, esattamente come il M5s condivide il culto della Rete. Eppure questo potrebbe non bastare a mutare la realtà dell’Islam.

L’intento primario di Piccardo, di fatto, è quello di contrastare le iniziativa che in passato furono avviate da altri islamici per stipulare l’Intesa con lo Stato. Ricordiamo che chi dovesse stipulare l’Intesa godrebbe di importanti vantaggi, a partire dalla legittimazione religiosa, politica e mediatica, ma anche la possibilità di attingere ai finanziamenti attraverso l’8 per 1000 con la conseguenza primaria di poter controllare la rete delle moschee nel nostro Paese, luogo per eccellenza di islamizzazione. Come sottolinea Il Giornale, in Italia in realtà i musulmani hanno già ottenuto quasi tutto ciò che consegue alla stipula dell’Intesa pur non avendola sottoscritta, a partire dal non rispetto delle nostre leggi. Motivo per il quale oggi appare una pura formalità e per questo si parla di elezioni di facciata in stile M5S con le quali la fazione controllerà l’Assemblea musulmana d’Italia.



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