BLUE WHALE/ Cos’è? 5 segnali per capire se i vostri figli partecipano al “gioco del suicidio”

- Morgan K. Barraco

Blue Whale, il gioco del suicidio: sono centinaia i gruppi Facebook in cui le regole della sfida vengono condivise indisturbate e che servono per manipolare gli adolescenti

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Blue Whale, ultime notizie

In tutto il mondo è scoppiato l’allarme Blue Whale, il “gioco del suicidio” diffusosi tra gli adolescenti in Russia, che ora sta contagiando migliaia di ragazzi. Ma quali sono i segnali davanti ai quali un genitore deve preoccuparsi? A stilarli in queste ore sono soprattutto i siti russi, che mettono in guardia mamme e papà soprattutto da 5 comportamenti dei loro figli. Il primo riguarda le balene: se vedete disegni di balene in casa, su fogli o pc, vostro figlio potrebbe essere caduto nella rete del Blue Whale. Il secondo è ancora più preoccupante: segni di incisioni su braccia, gambe e mani o altre parti del corpo non sono di sicuro una buona notizia. Attenzione anche a verificare se sui profili social dei vostri figli notate fotografie che li ritraggono nei pressi di binari del treno o sul tetto di un palazzo. Se poi vi accorgete che si alzano spesso alle 4 di mattina o guardano troppi film horror i vostri sospetti, purtroppo, potrebbero essere davvero confermati. (agg. di Dario D’Angelo)

Il fenomeno del Blue Whale, il gioco del suicidio si sta allargando a macchia d’olio, con migliaia di ragazzi adolescenti che rischiano di essere affascinati da una moda perversa che si conclude con la perdita della vita. Ma quali sono le famose regole del gioco? Il blog Higgypop le ha riportate tutte e 50, ma basta leggerne pochissime per capire che si tratta davvero di una pratica malsana e da contrastare al più presto. Si va dalla regola numero 1, “Incidetevi sulla mano con il rasoio “f57″ e inviate una foto al curatore”, alla numero 16, “Procuratevi del dolore, fatevi del male”. Dal numero 30 alla 49 le regole sono sempre le stesse:”Ogni giorno svegliatevi alle 4. 20 del mattino, guardate i video horror, ascoltate la musica che il curatore vi mandi, fatevi un taglio sul corpo al giorno, parlate a “una balena”. Ma la peggiore di tutte, ovviamente, è la numero 50:”Saltate da un edificio alto. Prendetevi la vostra vita”. (agg. di Dario D’Angelo)

Mentre l’ideatore del “gioco del suicidio”, il Blue Whale, non mostra alcun pentimento per la sua invenzione neanche dopo essere stato tratto in arresto, a suscitare preoccupazione sono i numeri inerenti i ragazzi entrati nella morsa della “Balena Blu”. Se secondo una prima stima ad aver perso la vita sarebbero 157 ragazzini di età compresa fra i 9 e i 17 anni, quanti sono a rischio in questo preciso istante? Un’agenzia spagnola, ha lanciato l’allarme precisando che sarebbero circa 270mila i membri aderenti a Blue Whale, ma che individuarli non sarebbe affatto facile. Ripercorrendo i suicidi degli adolescenti degli ultimi tempi ci si accorge come siano in forte aumento soprattutto in Paesi come Cina, Spagna e Gran Bretagna e anche l’Italia, come dimostrerebbe il caso del 15enne di Livorno lanciatosi dal 26esimo piano di un edificio, non è esente dal contagio del gioco del suicidio. (agg. di Dario D’Angelo)

Philipp Budeikin, il 22enne russo ideatore del Blue Whale, il “gioco del suicidio”, è stato arrestato e trasportato nel carcere di San Pietroburgo con l’accusa di aver istigato al suicidio almeno una 15ina di adolescenti, in attesa di capire quanti altri hanno preso spunto dall’invenzione del reo confesso studente di psicologia nelle altre parti del mondo. Budeikin, come riporta Il Messaggero citando Metro.co.uk, non ha mostrato però alcun pentimento per il fatto che il Blue Whale sia costato la vita a tanti ragazzi, perlopiù di età compresa tra i 13 e i 14 anni:”Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società”. Un’opera consapevole dunque, non difficile da realizzare per un esperto di psicologia a confronto con adolescenti che alle spalle avevano problemi di natura personale e familiare:”Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza”. (agg. di Dario D’Angelo)

Il Blue Whale ha attirato l’attenzione mediatica italiana, che ora punta i riflettori su quello che è ormai conosciuto come “Il gioco del suicidio”. Il servizio de Le Iene, andato in onda domenica sera, ha sollevato diversi punti importanti in merito alla vicenda e che potrebbero presto interessare anche gli adolescenti italiani. Nel corso del servizio, si è parlato infatti della facilità con cui le vittime, per ora per la maggior parte russe, sono entrate in contatto con i manipolatori, nominati “Curatori”. Tutto avviene sui social, lontano dagli occhi dei genitori, dove le prede addocchiate ricevono le famose 50 sfide da affrontare. Molte apparentemente innocue, come quella di alzarsi alle 4.20 del mattino per guardare video horror e raccapriccianti, eppure parte di un piano più grande che porta la vittima ad una manipolazione rapida.

Secondo gli studiosi, infatti, il senso delle sfide serve proprio a depersonalizzare i giovani e i giovanissimi – in più di un caso si tratta di 13 e 14enni – in modo che possano arrivare con maggiore facilità alla 50esima sfida. L’ultima, quella che prevede un volo dal palazzo più alto che si trova e che si conclude con un’inesorabile morte. In queste ore anche Selvaggia Lucarelli, penna fumantina e sempre attenta ai problemi sociali, ha notato quanto è semplice per le giovani vittime entrare in contatto con le sfide. Sul proprio profilo Twitter, la giornalista de Il Fatto Quotidiano ha infatti postato un’immagine d’esempio, in cui sono elencate, in inglese, le diverse sfide da affrontare. “Nei gruppi chiusi circolano tranquillamente le regole del Blue Whale”, sottolinea la Lucarelli. Un particolare emerso anche durante il servizio de Le Iene, soprattutto per quanto riguarda il numero di gruppi presenti sui social dedicati alla sfida mortale. Si parla infatti di centinaia di interessati che almeno in apparenza stanno aderendo al folle gioco. Un dato più che preoccupante. Clicca qui per leggere il tweet di Selvaggia Lucarelli 

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