Infedeltà matrimoniale/ “Sposarsi è un inferno se manca Dio”, ma il ‘miracolo’ è possibile

- Niccolò Magnani

Il matrimonio si fa in tre: la storia di Elina, dall’inferno alla gioia della vita. “Sposarsi è un inferno se manca Dio”. Percorso, tradimenti e gradivanza, l’incredibile testimonianza 

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Quante volte l’abbiamo sentito – o vissuto in prima persona -: “non sposarti!, per rovinare un bel rapporto bisogna arrivare al matrimonio”. Un inferno senza poter tornare indietro, anzi con la “promessa” di star meglio con il divorzio da tuo marito/ moglie (e a volte è proprio vero, data la situazione che porta alcuni rapporti logorati dalle difficoltà comuni quanto dalle sfide difficili che la vita mette di fronte). La storia però raccontata da Luz Ivonne Ream (esperta certificata di Matrimonio e Divorzio, Recupero del Lutto e Orientatrice matrimoniale) su Aleteia narra di uno “sguardo” diverso e un percorso lungo che è riuscito a portare una luce radiosa dentro l’inferno più cupo della crisi famigliare.

L’esperta spagnola narra di un caso che ha curato in prima battuta, tra la giovane Elina e lo sposo: «In un matrimonio arrivano le difficoltà comuni che si verificano in una vita di coppia e dalle quali se non c’è Dio in mezzo è impossibile uscire per vivere felici per sempre. È quello che è successo a me. Dopo il matrimonio abbiamo messo Dio nel dimenticatoio, e io e mio marito abbiamo iniziato a vivere una realtà terribile», spiega la sposa all’inizio del suo lungo racconto di vita, crisi e rinascita incredibile all’interno della stessa famiglia e dello stesso marito.

Eppure nasce sempre come una bella storia d’amore: bel lavoro, viaggi, innamoratissimi, anche se la donna racconta di non essere “del tutto piena, lui non voleva figli in quel momento mentre io sì”. Lui alla fine accetta ma il problema è che il bimbo non arriva, e la crisi da passeggera diventa perenne: «Ho cercato allora Dio per chiedergli un figlio, ma l’ho cercato solo come qualcuno che esaudiva le richieste, non lo conoscevo davvero».

Il rapporto tra i due peggiora visto che lei si trasforma nella moglie petulante e lamentosa su tutto, lui si allontana sempre di più tra gli amici e… una nuova donna, già, il più “classico” dei tradimenti. «Mio marito ha detto di essere innamorato di un’altra persona e di volere il divorzio. Per me è stato un colpo terribile, e mi ha gettato in una profonda depressione», racconta piangendo la ragazza. I tentativi per rimanere insieme sono parecchi, il fiasco però è totale: il cambio di passo arriva da un’altra donna, la madre di Elina, che inizia ad accompagnare ogni domenica a messa la figlia disperata e sola.

«Fino a quel momento ero stata una cattolica tiepida che non aveva avuto un incontro personale con il Signore. È stato allora che il Signore – con il suo amore e la sua misericordia – ha approfittato delle mie condizioni e mi ha rivolto un forte appello a lottare per il mio matrimonio». Un lavoro sulla conversione “radicale” non nel senso di un lavaggio del cervello, ma l’opposto: invece che pregare per il ritorno del marito, ormai lontano da casa con un’altra donna, Elina si ritrova a pregare per l’anima e il destino di quell’uomo che ancora tanto ama e che crede di aver perduto. «Ho dovuto compiere un lungo processo in cui il Signore ha guarito il mio cuore e mi ha aiutata a perdonare.

Il miracolo è avvenuto scoprendo un nuovo amore per mio marito, un amore incondizionato, che superava tutto. È stato un processo difficile in cui ho subito confronti, ho sperimentato molte paure come il fatto di non avere figli, la mia età», si legge ancora nella testimonianza lasciata su Aleteia.

Loro non potevano nulla, solo sperare e credere in colui che di fatto è l’unico a rendere eterno e indissolubile quell’amore, dato che l’uomo con il suo peccato non potrà mai promettere fino in fondo quanto si legge nei codici del matrimonio. La donna racconta come il Signore nel tempo ha fatto tornare il marito, prima come semplice rapporto e poi anche come quell’amato dell’inizio ancora più “trasfigurato” perché ora legato da un rapporto profondo con l’eternità del Signore. «Dio rende possibile l’impossibile. A te che credi che il tuo matrimonio sia morto, dico che il Signore può riportarlo in vita. Basta che tu lo segua e gli apra le porte del tuo cuore», chiosa la donna incredula quasi.

Non ci sono manuali morali o civili da seguire, non ci sono regole da “osservare” ma si tratta di seguire quel bisogno di eterno che ogni cuore umano possiede al suo profondo; quel bisogno di amore sincero che tramite la persona messa davanti sul proprio cammino e tramite quel legame con il “terzo” protagonista rende il matrimonio non “perfetto” ma umano e pieno di speranza. Dall’inferno alla vita, passando per un matrimonio in “tre”, come certifica anche l’epilogo incredibile di questa storia complessa e così ricca: «Mi sono sottoposta a due interventi all’utero, ma alla fine Dio ha avuto l’ultima parola. Oggi abbiamo un figlio bellissimo, e semplicemente guardarlo è ricordare ogni giorno che nulla è impossibile a Dio».

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