EUTANSIA LEGALIZZATA/ “Se un medico la pratica tradisce se stesso e la professione per cui ha dato la vita”

- La Redazione

Nonostante sia il parlamento che la Corte suprema abbiano legalizzato l’eutanasia, il cardinale Muller ha invitato gli operatori sanitari a combattere per l’obiezione di coscienza

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In Canada, dopo lungo e acceso dibattito, la Corte suprema e il parlamento hanno riconosciuto la possibilità di ricorrere all’eutanasia legalizzandola con apposita legge. Lo scorso 15 maggio presso la cattedrale di San Michele a Toronto, il prefetto della Congregazione per la dottrina e la fede, Cardinal Müller si è rivolto a un pubblico composto di bioetici, teologi, medici e infermiere. Il contenuto del suo discorso dai toni forti è descritto in una parola significativa “la legalizzazione dell’eutanasia è un evento tragico”. Non è solo grave di per sé, ha detto ancora, ma la sua legalizzazione crea patologie tossiche che colpiscono i membri più deboli della società.

Il cardinale ha poi rivolto l’invito ai presenti e a tutti gli operatori del mondo della medicina affinché si mobilitino per rovesciare questa legge, “per convincere i cittadini canadesi che quello della Corte suprema e del parlamento è un errore pericoloso e nel frattempo proteggere il diritto di obiezione di coscienza di coloro che rifiutano di togliere la vita a chi è sofferente”. In sostanza, come hanno commentato diverse personalità presenti, se sarà impossibile cambiare la legge in tempi brevi, “la battaglia non è finita né perduta”.

“Il rifiuto di impegnarsi a praticare l’eutanasia rappresenta la fedeltà fondamentale all’arte medica che il medico professa”, ha detto infine il cardinale. “Costringere un medico a partecipare in qualsiasi modo all’eutanasia è costringerlo a cessare di essere medico e a tradire la stessa professione a cui ha dato la sua vita. Ogni legge che costringe un medico ad agire contro ciò che conosce essere il bene più fondamentale del paziente – la conservazione della propria vita, direttamente o indirettamente, è ingiusta”.

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