MASCHICIDIO/ Se sei intelligente non vai in carcere anche se tenti di uccidere il fidanzato

- Paolo Vites

Ha cercato di uccidere il fidanzato ma per il giudice inglese la ragazza è troppo intelligente perché si rovini la vita finendo in carcere. Se non è razzsimo questo…

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Giustamente tutti ci alziamo in piedi indignati per le violenze sulle donne, che sono sempre tantissime, molte delle quali non verranno mai alla luce. Il femminicidio è la parola del giorno da tempo, ma in fondo è sempre stato così nella storia dell’umanità, l’uomo ha sempre usato violenza fisica o morale sulla donna. Ma di questi tempi moderni dove la donna si sta – giustamente – riprendendo molti diritti si può assistere anche a casi di maschicidi, dove l’aggressore è cioè una donna.

Il caso in questione fortunatamente non è finito con la morte dell’uomo, ma ci è mancato poco. I due si erano conosciuti su Tinder, uno dei soliti siti di incontri per cuori solitari, dove si raggruppano personaggi dalla mente disastrata e dai cui incontri non è raro si finisca in omicidi e violenze. Lavinia Woodward, 24 anni, studentessa della università di Oxford in Inghilterra, frequentava così un altro studente, lui dell’università di Cambridge, ma una sera, non si sa per quale motivo probabilmente una lite, lo ha accoltellato, gli ha tirato addosso un computer, un bicchiere e un vaso. Ah dimenticavamo: la ragazza aveva assunto droga e alcol. Ce n’è abbastanza per andare dritti in galera ma con una di quelle classiche sentenze tutte inglesi e così strampalate, il giudice ha deciso che visto l’intelligenza, il profitto negli studi, le qualità della giovane, “non merita il carcere perché troppo brillante e la galera potrebbe rovinare il suo futuro e i suoi sogni”. Sogni? Per il giudice Jan Pringle, «Credo sia completamente sbagliato impedire a questa giovane e brillante ragazza di inseguire i propri sogni e fare la professione che desidera. Sarebbe una pena troppo severa».

Così la giovane è libera, e vive tra Londra e Milano. Non è razzismo questo? Gli scemi da cervello poco sviluppato in carcere e gli intelligenti no? Attenzione a non offrirle un drink se per caso la incontrate in Montenapoleone, non si sa mai. Il 25 settembre comunque affronterà il processo. Ragazza brillante ma con un passato di abuso di alcol e una violenza subita da un ex fidanzato. Forse meglio una bella cura psichiatrica.

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