APPALTI PD TERNI/ Arrestati il sindaco Di Girolamo e l’assessore ai Lavori Pubblici Bucari (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Appalti Terni, arrestati il sindaco Leopoldo Di Girolamo e l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Bucari, entrambi del Pd. Ultime notizie 2 maggio 2017, le accuse e gli arresti domiciliari

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(LaPresse)

Sono stati arrestati quest’oggi il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e il suo assessore ai Lavori Pubblici Stefano Bucari, entrambi del Pd: torna lo scandalo appalti nella pubblica amministrazione anche locale, questa volta in Umbria con l’arresto dei due politici dem che sconvolge ancora di più la gestione con presunti illeciti tra comuni e regione. L’accusa mossa dalla Guardia di Finanza di Terni riguarda una serie di appalti di servizi pubblici a cooperative sociali che hanno portato gli inquirenti a mettere i sospettati agli arresti domiciliari mentre intanto vengono ultimate le indagini delicate della Procura umbra. Secondo l’Ansa, una lunga indagine che ha visto finora implicati appalti per i servizi pubblici come la manutenzione del verde pubblico, la gestione dei servizi presso il cimitero comunale e anche i servizi turistici presso la zona della Cascata delle Marmore. Il doppio arresto rischia di portare un nuovo terremoto all’interno del Pd appena rinnovato con Renzi segretario, di cui si attende il commento suo o dell’intera Direzione dem che vuole evidente prima verificare le carte e poi emettere un primo commento sulla vicenda non positiva. 

Secondo le accuse della Guardia di Finanza, il sindaco di Terni e l’assessore Bucari sono invischiati in un giro di appalti pubblici illeciti gestiti tutti dall’attuale giunta municipale di Terni, recita l’accusa secondo le fonti Ansa. Stando alle prime impressioni della Procura, il quadro emerso dalle indagini ha permesso di fare luce su quella che viene definita una «illecita gestione della cosa pubblica negli anni a cavallo tra il 2011 e il 2016. «Invece di operare nel rispetto delle rispetto delle regole comunitarie e nazionali della libera concorrenza finalizzata alla scelta del miglior contraente», si legge tra le motivazioni della Procura prima dell’arresto riportate da Tg Com24, «è stata improntata all’alterazione delle regole di mercato secondo un sistema illegale finalizzato a favorire le stesse cooperative sociali di tipo B, operanti nel territorio di Terni e con affluenza extraprovinciali ed extraregionali». In aggiunta, sempre secondo l’accusa della Procura di Terni, tramite l’individuazione e l’inserimento dei vari bandi di gara per tali appalti sarebbero stati usati requisiti «spaziali e strutturali» come il possesso di una unità operativa sul territorio e «l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate». Si attendono ancora le prime parole della difesa con i due arrestati che al momento si trovano agli arresti domiciliari.



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