Alitalia/ I nuovi commissari: Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. Calenda, “prestito a 600 milioni

- Niccolò Magnani

Commissariamento Alitalia, il cda richiede amministrazione straordinaria: ultime notizie di oggi 2 maggio 2017, si attende nomina governo sui commissari. Gli scenari possibili

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Lapresse

L’Alitalia ha ora tre nuovi commissari per traghettare la compagnia aerea in questo difficile periodo di crisi: il Mise, dopo la fine del Consiglio dei Ministri, ha scelto i nomi definitivi. Sono Luigi Gubitosi (attuale presidente Alitalia, ndr), Enrico Laghi e Stefano Paleari. In particolare, il primo si occuperà – ha fatto sapere il ministero dello Sviluppo Economico – dell’azienda direttamente, Paleari (scelto direttamente dal ministero dei Trasporti) si occuperà dell’aspetto legato al trasporto aereo, essendo poi lui presidente di Human Technopole oltre che professore universitario. Da ultimo, Laghi sarà l’incaricato dei rapporti con il governo e della parte legale; in sede Cdm, il premier Gentiloni e il ministro Calenda hanno deciso di garantire la continuità dell’azienda con dipendenti e clienti, creando un prestito ponte da 600 milioni di euro. «Il nostro obiettivo è assicurare una continuità attraverso un prestito oneroso» ha detto il presidente del Consiglio, mentre il ministro del Mise ha aggiunto che «il prestito sarà per sei mesi ed è il massimo che si possa fare oggi».

Oggi pomeriggio Alitalia vedrà un altro capitolo importanti della sua personalissima crisi, con la nomina dei commissari e l’estensione del decreto per il prestito ponte già promesso dal governo: il tutto avverrà nel Consiglio dei Ministri convocato da Gentiloni per arrivare ad una decisione in tempi rapidi sulla crisi della compagnia aerea ex di bandiera. «L’assemblea degli azionisti di Alitalia ha preso atto con grande rammarico dell’esito del referendum tra i propri dipendenti, che ha di fatto precluso l’attuazione del rilancio e della ristrutturazione della società», si legge nel comunicato di Alitalia, dove la proprietà si dice del tutto rammaricata per le ultime novità di questo mese. «I soci italiani ed Etihad, convinti del potenziale di crescita dell’azienda, si erano resi disponibili a finanziare il piano industriale per 2 miliardi di euro, attraverso forti investimenti e una riduzione dei costi strutturali che, per due terzi, non erano relativi al costo del personale». Nel primo pomeriggio arrivano anche le parole direttamente dal numero 1 di Etihad, James Hogan, che in un’altra nota fa sapere: «è chiaro che la compagnia ha bisogno di una ristrutturazione profonda e su vasta scala per sopravvivere e crescere in futuro».

È arrivata l’ufficialità da pochi minuti nel cda di Alitalia: è stata richiesta in maniera definitiva l’istanza di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. Di fatto l’assemblea dei soci prima e il cda riunito subito dopo con la proprietà hanno definito la richiesta al governo del commissariamento, anche se con qualche passaggio formale in più visto che l’azienda è privata e non più nazionalizzata ormai da anni. Etihad e Cai hanno così deciso quanto stabilito con lo stesso governo in seguito alla bocciatura nel referendum appena passato degli accordi tra sindacati e board di Alitalia: si cammina così spediti verso il commissariamento con l’azienda che fa sapere comunque come nei prossimi mesi non vi saranno novità spiacevoli per i clienti. «I voli e le operazioni non subiranno alcuna modifica e continueranno secondo la programmazione prevista», scrive poco fa il cda di Alitalia in una nota stampa. 

– A questo punto la palla passa al Governo che dopo la richiesta di amministrazione straordinaria dell’assemblea dei soci dovrà provvedere a nominare uno o più commissari, come filtra dalle fonti di Rai News. Di certo il primo nome sarà Luigi Gubitosi, l’attuale presidente di Alitalia, ma potrebbe essere affiancato anche dall’ex commissario straordinario dell’Ilva, Enrico Laghi. Inevitabile la ricerca immediata di un compratore, il compito principale per il nuovo commissariamento, con comunque molti dubbi che rimangono apertissimi per l’immediato futuro della compagnia aerea. I tagli ci saranno e potrebbero non essere “pochi”, mentre si cerca una soluzione tra una nuova cordata, una vendita diretta e un poco probabile nuovo accordo con i sindacati. Mentre il governo ancora rifiuta l’idea di una nuova nazionalizzazione di Alitalia, l’ipotesi “spezzatino” potrebbe avvicinarsi eccome all’orizzonte: «se la cessione o le partnership non andranno in porto, per l’ex compagnia di bandiera, che attualmente perde quasi due milioni di euro al giorno, resta il fallimento e lo «spezzatino» cioè la liquidazione degli asset», spiegano in queste ore i colleghi del Corriere della Sera.

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