MULTI-MATRIMONIO/ L’ultima frontiera dell’emancipazione è il poliamore, e dei figli… chissenefrega

- Dario D'Angelo

Poliamore: i confini del matrimonio si stanno spostando sempre più in avanti. Ma non vuol dire che spingersi oltre sia segno di progresso. Relazioni aperte e multiple convengono davvero?

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Fedi nuziali

Si chiama poliamore, e se non ne avete già sentito parlare capiterà presto. Può essere definita come la nuova frontiera del matrimonio. O forse l’ultima, nel senso che dopo sarà difficile che la parola matrimonio abbia ancora un senso. In America lo stanno teorizzando e diffondendo i più grandi giornaloni del Paese, convinti che a praticarlo siano da dieci a dodici milioni di persone in tutto il mondo. Numeri impressionanti, di persone che quando la poligamia sembrava definitivamente tramontata, decidono di andare alla ricerca di un brivido sopito o sconosciuto con il proprio partner, di cedere alla tentazione di concersi ad estranei senza cercare di nascondersi, anzi. Per essere poliamore e non tradimento il tutto deve avvenire alla luce del sole, e serve che questo atteggiamento venga condiviso dalla propria metà (o forse sarebbe meglio dire frazione). 

E non dev’essere un caso che ad essere particolarmente affascinati dal poliamore siano i Millennials, gli adolescenti che secondo un sondaggio diffuso da Yougov soltanto per il 50% si dicono favorevoli ad una relazione monogama in futuro. Roba che i nostri nonni sarebbero impalliditi, loro che già hanno visto con diffidenza l’apertura al divorzio, loro che una persona la sceglievano bene, per trascorrerci insieme tutta la vita. Future Sex prova a sdoganre il concetto spiegando che “I nostri genitori hanno liberato sessualmente le donne e avviato il movimento dei diritti gay, ma noi sappiamo come spingere la moglie a dormire con un altro uomo per farle superare la ‘programmazione culturale’. Abbiamo avuto una vasta selezione di vibratori, abbiamo avuto ‘Sex and the city’, l’Aids, i centri di crisi di stupro, l’aborto legale e la contraccezione d’emergenza. L’amore libero una volta significava fare sesso senza procreazione, fare sesso prima del matrimonio ed evitare del tutto il matrimonio. Per gli idealisti post-freudiani, l’amore libero comporterà una nuova politica. E questa rivoluzione deve essere condotta in nome dell'”ottimismo iperbolico“”. E sembra quasi un modo di sfuggire alle proprie responsabilità, al rischio di commettere un errore di giudizio, il cedere alla moda del poliamore. Sembra quasi che accettare di concedersi al primo venuto, per quanto teorizzato e infiocchettato, rappresenti un modo per lasciarsi aperta la possibilità di aver una, dieci, cento chance, nel caso in cui il/la proprio/a partner non sia quella giusta. Più che poliamore pare un’assicurazione sul non-amore.

E per chi si chiedesse come faranno mai le “coppie” poliamorose a crescere, educare o anche a stabilire l’affidamento dei figli in caso di rotture traumatiche… la risposta è “chissenefrega”.

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