UCCIDERE I BAMBINI/ Perché i musulmani (e certi cattolici) arrivano a dire che è giusto

- Paolo Vites

Gli jihadisti hanno ritoccato il Corano secondo il loro interesse, giustificando l’uccisione dei bambini – che era vietata – come simboli dello stile di vita occidentale. PAOLO VITES

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Attentato Manchester (LaPresse)

Il messaggio di un miliziano dell’Isis poche ore dopo la strage di Manchester diceva lucidamente (dal suo punto di vista) il significato di quello che era successo: “Abbiamo rispedito al mittente le bombe che uccidono i bambini di Mosul e Raqqa”. Occhio per occhio e un atto di vendetta per una strage di innocenti, quella dei bambini siriani che va avanti da anni, che per l’Isis è ignorata dai media occidentali. In parte è vero, perché qua in occidente sono anni che ce ne freghiamo bellamente di quello che succede in Siria, ma ovviamente di parte. 

Perché i bambini che sono morti a Mosul e Raqqa anche sotto le bombe di russi, americani e inglesi erano semplicemente intrappolati in quelle città dagli stessi miliziani e speso e volentieri usati come scudi umani per evitare troppi danni ai miliziani stessi. Se fossero stati liberi di lasciare le città bombardate, non ci sarebbero state le stragi di bambini che ci sono state.

Ma tornando a Manchester, è interessante notare come la guerra santa contro gli infedeli, la jihad, preveda delle eccezioni: non si devono uccidere donne, bambini, anziani e malati di mente. Un codice cavalleresco da Convenzione di Ginevra che gli jihadisti hanno “ritoccato” per i loro interessi come hanno fatto con gran parte del Corano, interpretabile a seconda delle necessità del momento. 

Lo spiega la rivista ufficiale dell’Isis, Rumyah, in caso qualche musulmano intento a preparare un attentato gli vengano dei dubbi: anche bambini, donne e malati devono morire. Perché? Per il loro stile di vita occidentale che è considerato empio. Ecco perché le stragi al Bataclan durante un concerto rock o a Manchester, durante un concerto per adolescenti. Queste persone non sono innocenti, fanno parte di una catena di empietà e di disprezzo dei comandamenti di Allah tanto da meritare di morire anche loro.

E’ il fondamentalismo, bellezza, che curiosamente si ritrova anche in certi esponenti del cattolicesimo. Dopo la strage al Bataclan infatti non furono pochi i siti o gli autorevoli esponenti di certo cattolicesimo a insinuare fra le righe ma neanche tanto che chi era stato ucciso quella sera se l’era cercata, dato lo stile di vita dissoluto, privo di valori sani, e che insomma il nichilismo della società occidentale porta a queste situazioni.

Peccato che il mondo occidentale è libero nel bene e nel male ed è questa libertà che si vuole difendere, e proprio i luoghi di festa, divertimento, insomma di libertà è qualcosa in odio a qualunque fondamentalista. Dopo la strage di Manchester si sono lette da parte di altri cattolici altre righe difficilmente condivisibili, in cui si dice che quei bambini “dalla vita sprecata, in cui i loro genitori avevano concesso ogni desiderio e libertà” li avevano in pratica condannati a morte (“siete morti così, quasi senza ragioni come avevate vissuto”).

Il fondamentalismo che non accetta la libertà del singolo lo si trova dappertutto, anche se un cristiano dovrebbe conoscere la parola “misericordia” e rispettare il dolore innocente, non strumentalizzare la più o meno discutibile perdita di valori della società occidentale. Ce lo ricordano già i musulmani.

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