GIOVANNI BIGNAMI/ È morto l’astrofisico ed ex-presidente Asi: da Verne al mito di Marte (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Giovanni Bignami è morto, l’astrofisico ed ex-presidente Agenzia Spaziale Italiana: ultime notizie, il sogno da Jules Verne alla scoperta di Marte. Scompare a 73 anni dopo malore a Madrid

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Giovanni Bignami (LaPresse)

È morto a 73 anni dopo un malore Giovanni Bignami, noto astrofisico italiano, ex presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana e direttore dell’Istituto nazionale di astrofisica. «L’astrofisico e divulgatore scientifico Giovanni Bignami è morto a causa di un malore mentre si trovava a Madrid, in Spagna. Aveva 73 anni», riporta La Stampa pochi istanti fa. I media e la scena culturale italiana perdono un elemento molto importante che ancora alla sua età proponeva continuamente posizioni, studi, discussioni e dibattiti lungo le grandi sfide della scienza anche nei prossimi anni. Repubblica racconta come giusto pochi giorni fa aveva telefonata in redazione proponendo un articolo a metà tra l’ironico e il divulgativo, come spesso gli capitava: «Cercavano ET, hanno scoperto le nuvole», raccontando come Carl Sagan anni fa decise di testare gli strumenti della sonda Galileo puntandoli verso la Terra. «Con sorpresa gli scienziati videro dei “lampi” che non avevano niente a che fare con le attività terrestri. Sono rimasti un mistero fino a poche settimane fa. Quando finalmente si è capito che quei lampi erano frutto della luce solare riflessa da un particolare tipo di nubi, mai osservate prima, che contengono sottilissimi strati di ghiaccio», riportano i colleghi di Repubblica.

Scienziato, divulgatore e… grande sognatore, come racconta Filippo Taddia su La Stampa in un breve ma commosso ricordo del grande Bignami. «Cresciuto con il mito di Jules Verne mi ripeteva sempre di essere un bambino dentro a un corpo da un uomo: il romanzo «Dalla terra alla luna» era il suo manifesto, il suo stile di vita». Voleva vedere e andare su Marte, non per sfizio ma per sogno di un uomo che dell’Universo voleva scoprirne sempre di più, non accontentandosi del “limite” e provando ad oltrepassarlo sempre, con un pizzico di ironia che lo rendeva anche molto piacevole alla lettura.



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