MATTEO CAGNONI/ Verso il processo: l’accusa è sicura della premeditazione (26 maggio)

- Morgan K. Barraco

Depositata la richiesta di rinvio a giudizio per Matteo Cagnoni, accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri nel settembre dell’anno scorso (26 maggio)

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Matteo Cagnoni

Per i pm non ci sarebbero dubbi riguardo alla colpevolezza di Matteo Cagnoni, accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri. A gravare sul dermatologo di Ravenna è il reato di omicidio pluriaggravato da premeditazione e crudeltà, a cui si aggiunge il rapporto matrimoniale con la vittima e l’occultamento di cadavere. Matteo Cagnoni avrebbe infatti nascosto il corpo di Giulia Ballestri nella cantina della villa in cui è avvenuto l’omicidio. L’arresto del dermatologo è avvenuto 3 giorni dopo il delitto e la sua volontà di uccidere la moglie seguirebbe un piano ben preciso, individuato dall’accusa in due elementi distinti. Come sottolinea l’Ansa, Matteo Cagnoni aveva infatti chiesto alla segretaria della clinica bolognese in cui operava di annullare qualsiasi appuntamento per il 16 settembre del 2016, giorno in cui è stata uccisa Giulia Ballestri. 

In questi mesi Matteo Cagnoni ha richiesto più volte di poter ricevere i domiciliari e di uscire dalla detenzione in cui si trova. Nonostante una perizia psicologica a suo favore, i pm hanno rifiutato la domanda individuando invece nel dermatologo una condizione di salute compatibile con il regime carcerario. Secondo il difensore di Matteo Cagnoni, il medico si trovava inoltre a rischio di suicidio, particolare sfatato dalla perizia dell’accusa, che ha invece sottolineato appena la settimana scorsa, come sia invece seguito in modo adeguato dal personale sanitario presente nella casa circondariale. Il Tribunale della Libertà aveva inoltre già respinto in precedenza un altro ricorso, come sottolinea Il Resto del Carlino, collegato ad un vizio di forma imputabile all’interrogatorio che aveva preceduto all’arresto. 



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