Omicidio-suicidio/ Varese, marito soffoca la moglie e poi si uccide: la depressione alla base del gesto?

- Morgan K. Barraco

Omicidio-Suicidio in provincia di Varese: ancora oscuro il movente, emergono particolari sull’ossessione di Claudio Nizzola di avere una malattia terminale. 

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71enne morta assiderata coi polsi legati

Le morti di Claudio Nizzola e Renata Ottone, hanno sconvolto l’intero condominio Gioia a Vergiate, luogo dell’omicidio-suicidio. All’indomani della tragedia è il momento dei commenti dei vicini di casa che continuano a definire la coppia “stupenda”, “mai un litigio”. Uno dei testimoni, intervistati da La Provincia di Varese ha raccontato: “Ho sentito un rumore, come se qualcuno avesse spostato un mobile contro il muro. Ma appena abbiamo sentito urlare “aiuto, aiuto” ci siamo affacciati e abbiamo contattato i soccorsi, ma purtroppo non c’è stato niente da fare”. Il “tonfo” è stato sentito anche da altri testimoni che non potevano certamente immaginare quale fosse l’intenzione dell’uomo: “In tanti anni che siamo qui non li abbiamo mai sentiti una volta litigare. Mai”. Incredulità e choc sono i sentimenti oggi condivisi dalla popolazione e soprattutto i vicini di casa della coppia definita “perfetta” e descritta come “persone discrete, molto riservate”. Oggi resta ancora inspiegabile il motivo dietro il terribile gesto anche se, come riporta Il Corriere della Sera nell’edizione online, alla base dell’omicidio-suicidio potrebbe essere la grave forma di depressione della quale l’uomo era affetto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Si cerca ancora il movente per il folle gesto di Claudio Nizzola, un 62enne della provincia di Varese, che avrebbe ucciso la moglie Renata Ottone per poi uccidersi. Secondo i primi rilievi, i Carabinieri di Gallarate hanno avanzato l’ipotesi che possa trattarsi di un omicidio-suicidio. Il corpo dell’uomo è stato ritrovato da una vicina di casa, uscita in quel momento per gettare la spazzatura, mentre la moglie è stata ritrovata in seguito dai Carabinieri, ancora all’interno della camera da letto. Renata Ottone potrebbe essere stata soffocata con il cuscino, sottolinea La Repubblica, forse mentre stava ancora dormendo.

Dal racconto dei vicini emerge come la coppia fosse unita e tranquilla, descritta come felice e senza problemi. L’uomo aveva inoltre sposato la moglie in seconde nozze e nessuno di coloro che li conosceva ricorda di averli mai sentiti litigare. Secondo gli investigatori, invece, Claudio Nizzola potrebbe aver compiuto l’omicidio-suicidio per via dell’ipocondria di cui soffriva da diversi mesi. Gli inquirenti hanno infatti ricostruito come negli ultimi tempi l’uomo avesse sottoposto sia se stesso che la moglie Renata Ottoni a diversi accertamenti medici, temendo la presenza di gravi malattie. Il medico curante della coppia avrebbe inoltre suggerito a Nizzola di rivolgersi ad uno specialista dopo aver scoperto che da qualche mese a questa parte annotava qualsiasi presunto sintomo su di un diario. 

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