OMELIA DI SANTA MARTA/ Papa: un vescovo sa quando deve congedarsi senza compromessi

- La Redazione

Le raccomandazioni di papa Francesco ai vescovi che lasciano il loro incarico, ispirate dall’esempio di Paolo quando lasciò la Chiesa di Efeso, ecco di cosa si tratta

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Angelus di Papa Francesco (LaPresse)

Nell’omelia presso casa Santa Marta di oggi il papa si è ispirato alla prima lettura, dagli atti degli apostoli. Vi si legge di quando Paolo lascia la Chiesa di Efeso da lui fondata. Per Francesco, ha detto, quella lettera potrebbe intitolarsi “il congedo di un vescovo” e gli è servita per spiegare cosa deve fare un buon vescovo quando arriva per lui l’ora di lasciare il suo servizio: “Tutti i pastori dobbiamo congedarci. Arriva un momento dove il Signore ci dice: vai da un’altra parte, vai di là, va di qua, vieni da me. E uno dei passi che deve fare un pastore è anche prepararsi per congedarsi bene, non congedarsi a metà. Il pastore che non impara a congedarsi è perché ha qualche legame non buono col gregge, un legame che non è purificato per la Croce di Gesù”.

Qualcuno potrebbe leggere in queste parole dei riferimenti a qualche vescovo che, nonostante sia andato in pensione, continua a intervenire come se ancora lo fosse nella vita della sua ex comunità. In tutto il papa identifica tre punti come Paolo li espone ai suoi ex fedeli. Il primo è la testimonianza del proprio impegno, non essersi mai tirato indietro, e così il vescovo che se ne va ricorderà di aver guidato la sua Chiesa senza compromessi. Il secondo punto è obbedire allo Spirito che ti chiama altrove: “desso lo Spirito gli chiede di mettersi in cammino, senza sapere cosa accadrà. E continua perché lui non ha cosa propria, non ha fatto del suo gregge un’appropriazione indebita. Ha servito”.

Infine la capacità di congedarsi “con una libertà senza compromessi”:  “Con questo esempio tanto bello preghiamo per i pastori, per i nostri pastori, per i parroci, per i vescovi, per il Papa, perché la loro vita sia una vita senza compromessi, una vita in cammino, e una vita dove loro non si credano che sono al centro della storia e così imparino a congedarsi. Preghiamo per i nostri pastori”.

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