FURTO IN CASA DI UN ADDETTO CULTURALE SAUDITA / Roma, scatta allarme sicurezza: sottratti documenti sensibili?

- Emanuela Longo

Furto in casa di un addetto culturale saudita, ultime news: scatta l’allarme sicurezza a Roma. Intensificati i controlli nelle sedi dell’ambasciata e non solo.

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Cinisello Balsamo, assalta passanti con coltello (LaPresse)
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Un furto sospetto ha fatto scattare l’allarme terrorismo, come riporta il quotidiano Il Tempo. Vittima della rapina presso la sua abitazione, sulla Cassia, è un addetto culturale saudita, il quale svolge un ruolo importante nelle richieste di visti e passaporti che ogni giorno giungono presso l’ambasciata dell’Arabia Saudita in Italia. Le indagini sono in corso e si stanno svolgendo nel massimo riserbo. Il timore è che dalla casa dell’ambasciatore non siano stati portati via solo oggetti in argento e contanti ma anche computer e documenti sensibili. Non si esclude inoltre che il malfattore artefice del furto in casa dell’addetto culturale fosse a conoscenza del ruolo svolto dal proprietario, così come della sua assenza nell’abitazione nel giorno in cui è avvenuta la rapina. Mentre le indagini sul caso proseguono, dopo l’episodio si è registrata la richiesta di maggiori misure di sicurezza e vigilanza a tutela degli obiettivi diplomatici sauditi. I controlli finora si sono concentrati in particolare negli istituti scolastici, uffici turistici, linee aeree di bandiera e compagnie marittime dell’Arabia Saudita, al fine di proteggere gli obiettivi ritenuti sensibili, residenti a Roma.

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Una serie di azioni saranno adottate per far fronte all’allarme sicurezza a Roma dopo il furto sospetto a cada dell’addetto culturale saudita. Quanto accaduto lo scorso aprile non è certo il primo furto ai danni di un diplomatico: nel 2013 era accaduto ad un ambasciatore brasiliano, mentre lo scorso marzo era toccato ad un collega della Liberia. In entrambi i casi gli ambasciatori erano in casa, ma mentre nel primo la vittima non si accorse della presenza dei ladri, nel secondo caso il diplomatico nel tentativo di mettere in fuga i malfattori fu colpito da un pugno in faccia. Anche l’ambasciatore della Repubblica dominicana fu vittima di una rapina nel 2009 nella sua abitazione dalla quale furono sottratti un computer portatile, denaro e argenteria. Lo scorso gennaio, infine, un dipendente dell’ambasciata del Sud Sudan fu vittima di una aggressione violenta da parte di due balordi con il volto coperto. Anche in questo caso, l’aggressione avvenne durante un tentativo di rapina nella sua abitazione da parte dei ladri violenti.

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