Telegram vs WhatsApp/ Guerra tra app dopo il crash dell’applicazione comprata da Facebook (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Telegram vs WhatsApp: guerra tra app dopo il crash dell’app di Facebook. Utenti “emigrati” verso il servizio crittografato di Telegram, ultime notizie di oggi 4 maggio

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(LaPresse)
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Non c’è problema, tutti su Telegram! Quanto avvenuto ieri sera con la lunga defezione dell’app di messaggistica più famosa e scaricata al mondo ha portato un effetto non nuovo durante i “Whatsappdown”, ovvero l’emigrazione di massa verso altri servizi, su tutti proprio Telegram che permette una migliore privacy e un servizio crittografato molto complesso che mette al sicuro (quasi del tutto, è pur sempre un social network) gli utenti che più vogliono rimanere “segreti” nello scambio di informazioni. Ieri sera è successo che molto utenti in Italia e non solo chi per necessità, chi per reazione di rabbia contro WhatsApp e chi semplicemente curioso di vedere come funziona l’altra app rivale, hanno scaricato Telegram: un’autentica “fregata” ai rivali storici e quasi imbattibili di Facebook-WhatsApp.

Addirittura alcuni di voi ricordano come nel 2015, quando in Brasile un giudice bloccò l’app comprata da Fb due anni fa, Telegram vide lievitare il numero di nuovi utenti a 1,5 milioni. Il problema all’epoca è che la stessa app non riuscì a stare al passo con l’impennata di richieste e diede problemi anch’essa, ma oggi è molto piaciuto sviluppata e prova seriamente a contrastare lo strapotere di WhatsApp. 

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Telegram è un servizio nato nel 2013 dalle menti di due russi Nikolai e Pavel Durov che hanno puntato tutto praticamente solo sulla segretezza (da buoni russi del resto!) per provare a fare massa sul mercato dominato dalla rivali di WhatsApp, Facebook Messenger e via dicendo. Consente per prima cosa di autodistruggere i messaggi una volta inviati, ma non solo ovviamente: è stata la prima app con un potentissimo sistema di crittografia – oggi apportato anche dalle rivali ma in maniera ancora non del tutto sistemata – che ha permesso e permette ogni giorno lo scambio di comunicazioni anche molto segrete tra gli utenti. Si possono disattivare tutte le notifiche e il peso delle comunicazioni non ricade sul proprio server bensì in “cloud” sui server iper protetti di Telegram online.

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Ovviamente non è l’unica app che prova a “rubare” clienti alla leader WhatsApp sia durante che dopo i famosi “crash” dell’app gestita da Facebook ormai. Snapchat è l’applicazione dei giovani e avviene con condivisioni di immagini e video che si possono autodistruggere dopo pochi secondi; non è obbligatorio associare il proprio numero di telefono, ma è la via più rapida per mettersi in contatto con i propri amici. Tra le novità sulle piattaforme Android e Apple Store si trova anche Whisper, una via di mezzo tra le chat e i social network “alla Facebook”: associa di fatto un testo ad un’immagine anche se presenta qualche piccolo problema per i server con i dati conservati ancora non si sa bene con quale tracciabilità. 

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