E’ REATO ABBANDONARE LA MOGLIE MALATA/ Condannato il marito: non si può lasciarla sola nella sofferenza

- Niccolò Magnani

Abbandona la moglie malata, condannato il marito: la sentenza arriva dopo la morte della donna, “dovrà risarcire 37mila euro ai familiari”. La sofferenza e la sentenza

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Fedi nuziali
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Un caso molto particolare che vede coinvolta la Cassazione e una sua recente sentenza a suo modo storica: ha stabilito che in Italia chi abbandona la moglie malata è costretto a pagare i danni, e neanche pochi. Un danno arrecato non solo fisico ma “morale” che è stato giudicato impossibile da non condannare, confermando così una prima sentenza della Corte di Appello di Napoli. In pratica, con la sentenza passata in giudicato ad inizio maggio dalla Cassazione, è stato confermato che un uomo dovrà pagare i familiari della moglie – nel frattempo ormai purtroppo deceduta – per averla costretta a passare da sola gli ultimi momenti della vita in malattia. Sono 37mila euro i danni che dovrà pagare l’uomo per aver abbandonato la moglie, di cui 30mila per danno morale e 7mila a titolo patrimoniale, come riporta l’articolo di Studio Cataldi dedicato alla sentenza numero 10741/2017 rintracciabile sul sito della Corte di Cassazione. Una decisione a suo modo storica dicevamo perché da oggi resta il precedente per cui un abbandono del coniuge in momento di malattia può portare alla condanna, con motivazioni che sfociano nel delicatissimo rapporto matrimoniale e nelle promesse fatte a livello civile (e religioso, qualora il matrimonio fosse celebrato in Chiesa) sulla “salute e malattia”. Stando a quanto stabilito dalla Cassazione, «Il particolare disvalore della condotta consistita nell’abbandono della compagna di vita proprio quando la stessa aveva maggiormente bisogno di aiuto».

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Una malattia che aveva costretto la donna ad atroci sofferenze e, parallelamente, ad una vita certamente non semplice per l’intera famiglia, marito compreso. Le motivazioni dei giudici però sono chiarissime e stabiliscono il criterio per la condanna: «non solo si è trovata ad affrontare una grave malattia, ma, non appena conosciuta la diagnosi, è rimasta priva dell’assistenza morale e materiale del marito, trovandosi costretta a tornare ad appoggiarsi esclusivamente alla famiglia d’origine», si legge nel report dello Studio Cataldi. Un caso giuridico davvero importante, quanto spinoso, che meriterà certamente un approfondimento a livello legislativo per le conseguenze sociali e morali di una decisione del genere, di non facile lettura. Una sentenza sul significato e il fattore “sofferenza” che colpisce la vittima – in questo caso la moglie – ma che ipotizziamo non sia certo meno per quel marito che ad un certo punto “non ha retto più”.

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