Fingeva di vaccinare i bambini / Emanuela Petrillo rifugiata nella Onlus di famiglia (ultime notizie)

- Emanuela Longo

Fingeva di vaccinare i bambini, ultime news: l’infermiera Emanuela Petrillo al centro della bufera si difende dalle accuse e si dichiara una vittima, in attesa dell’interrogatorio.

vaccino-pixabay
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Emanuela Petrillo, l’infermiera 31enne accusata di finte vaccinazioni a Treviso, ha rilasciato una intervista alla trasmissione Pomeriggio 5, alla quale nella puntata odierna sono attese anche le segnalazioni e i commenti delle madri di molti bambini. Gli stessi che non avrebbero ricevuto il vaccino, a loro insaputa. La donna respinge le pesanti accuse ed oggi asserisce di avere la coscienza a posto, in attesa di essere interrogata dai magistrati. Da alcuni giorni, ovvero dall’inizio dello scandalo, ha deciso di tornare a vivere nella Onlus di famiglia. Come rivela Repubblica.it, si tratta di una sorta di “casa d’accoglienza” appena fuori Treviso e che da oltre 15 anni ospita emarginati e persone colpite da disagio fisico e mentale. L’infermiera veniva definita “la fatina dagli occhi blu”. Quella bellezza che, a detta della zia, avrebbe scatenato l’odio nei suoi confronti. L’intera famiglia prende le sue difese, a partire dal padre, fondatore della “Famiglia di Nazareth” dove oggi ha trovato rifugio Emanuela Petrillo. “Grazie a Dio tutti nella vita possono avere una seconda possibilità”. Anche per questo l’infermiera che avrebbe finto le 21mila vaccinazioni è tornata qui, da dove la sua vocazione ha avuto inizio.

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I riflettori continuano a restare puntati su Emanuela Petrillo, l’infermiera che avrebbe finto di vaccinare migliaia di bambini a Treviso e Codroipo. La 31enne, ora rischia fra 4 e 10 anni di reclusione per i reati di falso, abuso d’ufficio e peculato che le sono stati contestati dalle procure di Udine e Treviso. Secondo le accuse, tra il novembre 2009 e il giugno 2016 l’infermiera avrebbe simulato 21 mila vaccinazioni su oltre 7500 bambini ed adulti. Un danno che, per le aziende sanitarie, ammonterebbe a oltre un milione di euro. Ma come reagisce Emanuela Petrillo di fronte alle gravissime accuse? Come racconta Repubblica.it, l’assistente sanitaria di Casier avrebbe deciso di lasciare l’appartamento nel quale viveva a Mogliano Veneto insieme al compagno e, dopo la bufera, si sarebbe trasferita nella “casa d’accoglienza” ‘Famiglia di Nazareth’ della sua famiglia. La Petrillo di difende con forza e commenta: “Sono sempre stata favorevole ai vaccini, sono una vittima gettata dentro un incubo, ma ho la coscienza a posto”. In vista dell’interrogatorio al cospetto dei magistrati, intanto, l’infermiera che avrebbe finto migliaia di vaccinazioni ha trovato rifugio nelle stanze dove, da giovanissima, le suggerirono la vocazione di fare l’infermiera. Qui vivono anche i suoi genitori, la madre Fiorella Fornasier ed il padre Gerardo Petrillo, fondatore della Onlus finanziata dall’azienda sanitaria che oggi denuncia lo scandalo delle mancate vaccinazioni ad opera della figlia.

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A commentare la bufera che ha travolto Emanuela Petrillo è stata anche la madre Fiorella, vera anima della Onlus dopo l’ictus del marito: “E’ tutto fango”. Sarebbero queste le parole che le avrebbe assicurato la figlia infermiera. “Come quello che per invidia gettano oggi su di noi, accusandoci di essere ultra cattolici”, aggiunge la donna. Anche la zia difende l’infermiera intravedendo in tutta questa vicenda una trappola ai suoi danni: “Emanuela è stata incastrata per obbiettivi loschi, politici ed economici”, dice. Per lei sarebbe impossibile fingere migliaia di vaccinazioni per tutti questi anni. “Mia nipote è stata umiliata per la sua bellezza e oggi viene usata quale capro espiatorio. Magari qualcuno ha interesse a smaltire migliaia di dosi di vaccini, ripetendo le profilassi in fretta e in furia”, denuncia la zia. Contro la donna, secondo i genitori ci sarebbe stata una sorta di “caccia alle streghe” messa in atto dall'”odio ambiguo di due colleghe”, le stesse che ora la accusano di “aver scaricato nel cestino invece che nei muscoli” centinaia di fiale con i vaccini. Provare in aula le accuse nei confronti dell’infermiera non sarà semplice anche alla luce dei rari casi di bambini infettati da morbillo o varicella dopo le finte vaccinazioni. “Nemmeno io so più la verità: il problema è che sotto una montagna di accuse è difficile continuare a fidarsi anche di se stessi, dei propri ricordi”, dice Emanuela.

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