Papa Francesco/ Ci vuole mitezza, basta coi ‘rigidi’ della doppia vita nella Chiesa

- Niccolò Magnani

Papa Francesco, “ci vuole mitezza e basta con i rigidi della doppia vita nella Chiesa”: l’omelia in Santa Marta di Papa Bergoglio, la figura di San Paolo e la preghiera per i rigidi e onesti

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Veglia Pasquale, Sabato Santo (LaPresse)
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Siamo ormai abituati a prediche insolite nelle mattine di Santa Marta, con Papa Francesco che commentando il vangelo del giorno spesso si lascia andare a commenti a braccio sulla testimonianza del Vangelo di Cristo e sul parallelo della vita ai giorni nostri. Ad esempio oggi, nel tentativo di sottolineare la figura di San Paolo – prima persecutore irreprensibile, poi mite e paziente testimone di Cristo – Bergoglio ha voluto lanciare una breve “provocazione” per un certo atteggiamenti a volte dilagante in alcuni uomini e donne della Chiesa al giorno d’oggi. «Saulo era un ragazzo, rigido, idealista ed era convinto della rigidità della Legge», commenta il Papa alla platea di Santa Marta, compiendo un piccolo paragone con i nostri giorni. «Sono i rigidi della doppia vita: si fanno vedere belli, onesti ma quando nessuno li vede, fanno delle cose brutte.

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Invece, questo ragazzo era onesto: credeva quello. Io penso, quando dico questo, a tanti ragazzi che sono caduti nella tentazione della rigidità, oggi, nella Chiesa. Alcuni sono onesti, sono buoni, dobbiamo pregare perché il Signore li aiuti a crescere sulla strada della mitezza»: Gesù ha condannato i rigidi che non erano onesti, mentre ha salvato i corrotti, gli sbagliati, anche i rigidi che in maniera “onesta” non avevano ancora incontrato un motivo valido nella loro vita per poter finalmente cambiare e convertirsi. E così da maligni e “persecutori” si può passare a miti evangelizzatori, proprio come ha fatto San Paolo: «il ragazzo rigido, che si è fatto uomo rigido – ma onesto! – si fece bambino e si è lasciato condurre dove il Signore lo ha chiamato. La forza della mitezza del Signore», racconta Papa Francesco che invita così a pregare per la mitezza richiesta da Gesù.

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Il problema è che spesso per alcuni – e per molti di noi tutti i giorni – una vita in questo modo, mite e non “ferma e netta” sembra un fallimento, sembra portarci verso una strada senza uscita. Come San Paolo, come Gesù ad un certo punto: «Questa è la strada del cristiano: andare avanti per le tracce che Gesù ha lasciato, tracce della predicazione, tracce della sofferenza, la traccia della Croce, la traccia della risurrezione. Chiediamo a Saulo, oggi, in modo speciale per i rigidi che ci sono nella Chiesa; per i rigidi-onesti come lui, che hanno zelo, ma sbagliano. E per i rigidi ipocriti, quelli della doppia vita, quelli ai quali Gesù diceva: ‘Fate quello che dicono, ma non quello che fanno», spiega in maniera molto interessante e provocatoria Papa Francesco. 

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