Sara Di Pietrantonio / Ergastolo a Vincenzo Paduano: il gup accoglie la richiesta del pm (Quarto Grado)

- Emanuela Longo

Sara Di Pietrantonio, ultime news: verso la sentenza a carico di Vincenzo Paduano, l’ultima parola al giudice. L’ex vigilantes riceverà una condanna esemplare?

sara_di_pietrantonio_vincenzo_paduano_facebook_01_2015
Delitto Sara Di Pietrantonio: 30 anni a Vincenzo Paduano
Pubblicità

Era attesa per la sera odierna la sentenza del gup Gaspare Sturzo che si è espresso in merito alla pena da attribuire a Vincenzo Paduano, ex fidanzato e assassino reo confesso di Sara Di Pietrantonio. Lo scorso 7 aprile il pm Maria Gabriella Fazi aveva avanzato la richiesta dell’ergastolo ed a distanza di meno di un anno è giunta la sentenza che ha confermato il carcere a vita a carico dell’ex vigilantes 28enne. Ergastolo, dunque, a carico di Vincenzo Paduano accusato di tutta una serie di reati, il più grave chiaramente l’omicidio volontario premeditato dell’ex fidanzata di appena 22 anni, strangolata e poi data alle fiamme dopo averla pedinata per una settimana prima del delitto. La notizia è giunta in questi minuti dall’agenzia di stampa Agi. In attesa della lettura della sentenza, come riportato dall’inviata di SkyTg24, fuori dall’aula si sono radunati familiari, legali ed amici di Sara Di Pietrantonio. La madre della giovane vittima aveva detto ai giornalisti di aspettarsi “Una sentenza giusta e morale”. A parlare anche Nicodemo Gentile, legale del padre della 22 uccisa: “Ci aspettiamo che Sara abbia la giustizia che merita, non vogliamo una giustizia esemplare ma un qualcosa che ridà dignità alla memoria di questa ragazza sfortunatissima”. E così è stato.

Pubblicità

L’appuntamento con il gup di Roma, in attesa della sentenza relativa all’omicidio di Sara Di Pietrantonio era fissato alle 15:00. Lo ha reso noto l’inviata di SkyTg24 in riferimento alla conclusione del processo a carico dell’ex fidanzato della vittima, Vincenzo Paduano. A suo carico la gravissima accusa di omicidio volontario premeditato, sebbene la premeditazione sia stata reintrodotta nel processo con rito abbreviato iniziato ai primi di aprile e conclusosi oggi, in vista della attesissima sentenza. A reintrodurre l’aggravante della premeditazione era stato proprio il pm, inizialmente esclusa dal gip nell’ambito dell’interrogatorio a Paduano avvenuto il giorno seguente all’omicidio di Sara Di Pietrantonio. In quel momento si era alla fase iniziale delle indagini e mancavano ancora molti elementi per poter giungere ad un’accusa completa. Gli elementi mancanti sono emersi con il passare nei mesi e grazie alle approfondite indagini preliminari che dimostrerebbero come il ragazzo fosse uno “stalker seriale”, come lo ha definito uno degli avvocati difensori della famiglia della vittima, tanto da dare l’impressione di appartenere ai servizi segreti per le modalità con le quali seguiva, pedinava e spiava la sua ex. Questi fatti erano emersi in particolare una settimana prima dell’omicidio, per questo era stata avanzata la premeditazione.

Pubblicità

Cresce l’attesa per la sentenza al termine del processo a carico di Vincenzo Paduano, assassino reo confesso della 22enne Sara Di Pietrantonio, uccisa in modo brutale quasi un anno fa. Il caso sarà affrontato anche dalla trasmissione Quarto Grado che attende con trepidazione la proclamazione della condanna a carico dell’ex vigilantes da parte del giudice. Paduano, come sappiamo, aveva ammesso di essere stato lui a uccidere e dare fuoco la ex fidanzata bruciata viva il 29 maggio scorso a Roma. Nelle scorse settimane, la procura di Roma aveva avanzato la richiesta di ergastolo sulla quale si esprimerà in serata il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale romano e come riporta oggi Unione Sarda nella sua edizione online, il rischio a carico dell’imputato è proprio quello di incorrere nella pena del carcere a vita. I pm contestano al ragazzo 28enne di aver premeditato l’omicidio e di aver agito con crudeltà e per futili motivi, tutte piste confutate invece dalla difesa dell’imputato nel corso dell’ultima udienza che ha anticipato la sentenza di oggi che va a concludere il processo con rito abbreviato a carico di Paduano.

Oggi è il giorno della sentenza di Vincenzo Paduano, il giovane a processo per il delitto dell’ex fidanzata Sara Di Pietrantonio. L’omicidio della 22enne si consumò in via della Magliana, a sud di Roma, la notte del 29 maggio scorso. Per settimane Vincenzo aveva provato a convincerla a ricucire quel rapporto ormai disfatto, prima con messaggi d’amore, poi con minacce. Paduano non sopportava più l’idea che la loro relazione fosse finita definitivamente, dopo due anni. Sara Di Pietrantonio aveva deciso di voltare pagina e da circa 20 giorni frequentava un nuovo ragazzo, suo ex compagno di scuola, incontrato anche la sera della sua uccisione. Dopo l’uscita in un pub con un’amica, la 22enne stava per rincasare quando l’x fidanzato Vincenzo Paduano, allontanatosi dal posto di lavoro (faceva il vigilantes), l’ha inseguita in auto fino a costringerla a fermarsi. Al culmine di un’accesa discussione all’interno della vettura della ragazza, cosparse il mezzo di alcool e gettò il liquido infiammabile anche contro Sara Di Pietrantonio.

Dopo aver dato alle fiamme l’auto dell’ex – che nel frattempo era corsa in strada nel tentativo vano di chiedere aiuto – fece la stessa cosa anche con la giovane. “L’ho uccisa io, non sopportavo che fosse finita”: fu questa la confessione che Paduano rese agli inquirenti, dopo otto ore di interrogatorio. Oggi, per il giovane potrebbe giungere la condanna più severa, quella dell’ergastolo chiesta con forza dalla Procura di Roma che ha contestato all’imputato i reati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili e abbietti motivi, atti persecutori e stalking, incendio e distruzione di cadavere.

“Volevo solo spaventarla”, così Vincenzo Paduano aveva riferito al pm nel suo primo interrogatorio, dopo l’omicidio terribile di Sara Di Pietrantonio. E’ quanto emerso da un video trasmesso dalla trasmissione Quarto Grado alla vigilia della sentenza a carico dell’ex vigilantes per il quale si chiude oggi il processo a suo carico con la decisione del giudice. Nel corso dell’interrogatorio, prima di crollare e confessare tutto, il 28enne aveva continuato a ribadire di “non averlo fatto apposta” e di avere agito solo “per spaventarla”. Sin dalle sue prime parole gli inquirenti avevano evidenziato il pianto senza lacrime di Vincenzo, tanto da commentare: “Sta recitando”. Per quasi un anno, dal giorno del suo arresto e fino a pochi giorni fa l’assassino reo confesso di Sara Di Pietrantonio non aveva mai reso noto il suo pentimento né reso scuse pubbliche alla famiglia della vittima per quanto da lui commesso. Anche per tale ragione nella sua richiesta di ergastolo, la Procura di Roma aveva ribadito l’assenza di perdono. Solo nell’ultima udienza, quella in cui la sua difesa si è giocata le ultime carte prima della sentenza, Vincenzo per la prima volta si è presentato in aula. Per quasi l’intera durata dell’udienza, l’imputato ha preferito restare in silenzio, con il capo chino, salvo rivolgere poche parole al giudice Gaspare Sturzo, lo stesso che oggi dovrà esprimersi sulla sua colpevolezza emettendo l’attesa sentenza che decreterà la pena a suo carico.

“Chiedo scusa per quello che ho fatto”, ha dichiarato il 28enne in aula, pur consapevole che le sue parole serviranno a poco. Per i suoi difensori, come riporta Quarto Grado il proprio assistito avrebbe sì ucciso ma non ci sarebbero le aggravanti invece contestate dalla pubblica accusa. A loro detta cadrebbe la premeditazione (poiché sarebbe stato un gesto impulsivo), la minorata difesa (il luogo non era poi così isolato) e la distruzione di cadavere (solo parzialmente bruciato), così come lo stalking (era un rapporto malato o reciproco, tesi quest’ultima confermata dallo stesso Paduano in un interrogatorio dello scorso dicembre). Basteranno davvero le sue scuse tardive ad evitargli il massimo della pena? L’avvocato Nicodemo Gentile, legale del padre di Sara Di Pietrantonio, alla vigilia della sentenza ha dichiarato ai microfoni della trasmissione di Rete 4: “Vincenzo Paduano in alcune occasione ha detto di essere un mostro ed è giusto che ci sia una pena, non esemplare, ma la pena giusta per uno che si è autodefinito un mostro”. Una pena che arriverà nelle prossime ore, pronunciata dal giudice Sturzo al cospetto dei genitori della vittima.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori