Servono mamma e papà per crescere/ Psicanalista Giancarlo Ricci processato per avere difeso la famiglia

- Niccolò Magnani

Lo psicanalista Giancarlo Ricci a processo per aver detto, “servono mamma e papà per una crescita essenziale e costruttiva”. Accusa LGBT e polemiche contro “ideologia gender”

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"Mia figlia persa per l'ideologia LGBT" (LaPresse)
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Si può ancora dire in Italia, in uno stato civile, che un bambino per crescere necessità di una mamma e un papà? Pare di no, o almeno Giancarlo Ricci – noto psicanalista membro dell’Associazione Lacaniana italiana di psicanalisi e giudice onorario del Tribunale per i minori di Milano – sarà processato dall’Ordine degli psicanalisti Lombardia proprio per aver detto quanto segue. Durante una trasmissione nello scorso anno a “Dalla vostra parte” con Paolo Del Debbio, l’esperto ha commentato un servizio sulla criticata “terapia riparativa” del noto psicologo americano Joseph Nicolosi che ha voluto denunciare l’ideologia gender negli Stati Uniti proponendo metodi alternativi e spesso discussi dall’establishment scientifico mondiale.

Ecco la frase “incriminata”: «la funzione di padre e di madre è essenziale e costitutiva del percorso di crescita». Apriti cielo, la bufera sboccia nella reazione durissima degli ospiti in studio che attaccano Ricci di essere un fomentatore di odio e un omofobo; scatta denuncia all’ordine degli Psicanalisti e l’iter lunghissimo porta fino al prossimo 25 maggio quando lo stesso Ricci sarà processato davanti al suo stesso Ordine medico.

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A supporto dell’odio ricevuto tutto d’un colpo con quelle affermazioni, lo psicanalista aveva anche aggiunto «sappiamo che l’ideologia gender preferisce parlare della funzione omogenitoriale proprio per trascurare/oscurare la funzione di padre e di madre che è essenziale alla crescita».

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La segnalazione diretta contro Ricci che ha portato fino al processo riporta come «le affermazioni dello psicanalista siano quantomeno discutibili e risultano discriminatorie – si legge nella segnalazione riportata da Avvenire – non solo nei confronti delle coppie omosessuali e delle famiglie arcobaleno, ma anche nei confronti di quelle famiglie che, per le più diverse ragioni, si ritrovano senza un padre o senza una madre». Offese, bestialità, retrogrado medico e quanto altro ancora è stato detto sia in trasmissione che nella segnalazione contro Ricci che ora dovrà difendersi cercando di raccontare semplicemente la “verità”, concetto alquanto complesso e sempre più “scandaloso” da riportare.

Gli attivisti LGBT ovviamente hanno le loro rimostranze e motivazioni particolari, ma il punto che sarà molto importante da chiarire è il seguente: nel dire quanto ha riferito sul padre e sulla madre, qualcuno davvero si è potuto sentire discriminato? Riferire oggi, nel 2017, che un padre e una madre sono figure fondamentali per la crescita, porta a questa reazione “repellente” come pare essere avvenuto? Non sono domande retoriche ma secondo noi i veri punti da cui ripartire per non rimanere invischiati in una lotta tra opinioni, bensì rilanciando una discussione sul punto più difficile della realtà, proprio quella “verità” ormai sempre più scandalosa… 

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