MADONNA DI FATIMA/ La principessa islamica che diede il nome alla città delle apparizioni mariane

- La Redazione

La città portoghese dove apparve la Madonna prese il nome da una principessa islamica che aveva assunto il nome di una delle figlie di Maometto, ecco di cosa si tratta

FATIMA-PIXABAY
Il Santuario di Fatima (da Pixabay)

Mentre si avvicina il centenario dell’apparizione di Maria Vergine ai pastorelli di Fatima, vale la pena soffermarsi su un particolare che in questi tempi in cui si cerca di aprire la via del dialogo fra cristianesimo e islam appare assai significativo. Pochi infatti sanno che la cittadina portoghese dove avvennero le apparizioni, Fatima, prese il nome da una principessa musulmana. Fino al 12esimo secolo infatti Spagna e Portogallo erano occupate dagli arabi e durante la guerra di riconquista alcuni soldati spagnoli catturarono una principessa musulmana che di nome faceva Fatima. Secondo le leggende, la giovane donna e il comandante dei soldati spagnoli si sarebbero sposati, e prima del matrimonio Fatima si sarebbe convertita al cattolicesimo prendendo il nome di Oureana. Sia Fatima che un’altra città portoghese, Orem, prendono il nome da lei. Ma ancor più interessante è che una delle figlie di Maometto si chiamava anche lei Fatima e di lei il Profeta una volta disse “sia lei la donna più benedetta del Paradiso, subito dopo Maria”. I musulmani infatti anche se non credono alla verginità della Madonna, la tengono in altissima considerazione, non mancano infatti le moschee dove viene pregata. Secondo quanto ha scritto già tempo fa il vescovo Fulton Sheen, la Madonna scelse di apparire in questo insignificante piccolo villaggio in modo da essere ricordata come “Nostra Signora di Fatima”: “Siccome Dio nei segni che ci manda ha attenzione per ogni più piccolo dettaglio” dice “questa scelta significa che Dio ha voluto mandare un segno di speranza anche ai musulmani”. Non sono pochi infatti gli islamici che si recano in pellegrinaggio a Fatima,per vedere il posto dove Maria apparve in una città che ha preso il nome da una delle donne da loro più venerate. In un’epoca storica contrassegnata dalla violenza di un islam che ha perso il suo vero volto, tutto questo appare come un ponte di concordia futura fra le due religioni.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori