INCENDIO ECOX ROMA/ Nube tossica Pomezia, Arpa Lazio: “valori Pm10 3 volte oltre la legge” (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Incendio EcoX Roma, nube tossica a Pomezia: polemiche sui dati Arpa Lazio, Asl Roma 6 “amianto incapsulato sui tetti dell’azienda”. Nessun malore, ma i dubbi sull’aria restano

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Vigili del fuoco (LaPresse)

Purtroppo l’emergenza della nube tossica dovuta all’incendio alla EcoX di Roma è tutt’altro che conclusa: mentre le fiamme e il fumo ancora si vedono in alcune aree dell’azienda di Pomezia, le novità che arrivano dal servizio Arpa Lazio non sono per nulla buone. Fino ad oggi non vi erano stati valori registrati nell’aria pericolosi, ma dopo l’ultimo bollettino qualche nota dolente va registrata. I livelli di Pm10 nell’aria nelle immediate vicinanze dell’incendio di Pomezia sarebbero più alti di quasi il triplo rispetto alla soglia di rischio: 130 microgrammi per metro cubo contro 50. In maniera parallela prosegue l’indagine sull’incendio, con la Procura di Velletri che ha disposto immediato sequestro dell’azienda di stoccaggio rifiuti a Roma Sud; al momento l’accusa è incendio colposo, ma ben presto potrebbe trasformarsi in “disastro ambientale” se venissero confermati i timori sulle sostanze di amianto e diossina nell’aria circostante.

Il maxi incendio che ha coinvolto la EcoX di Pomezia, a Sud di Roma, divampato lo scorso venerdì, continua a far sentire i suoi effetti. Sono 40 gli uomini ancora impegnati a domare le fiamme e che sperano di riuscire, entro la giornata odierna, a spegnere definitivamente i cumuli di carta e plastica che finora avrebbero portato alla formazione di una nube tossica la quale si starebbe poco alla volta attenuando. La stessa nube, a causa del forte vento di ieri, come riporta RaiNews sarebbe stata spinta verso il litorale romano, fino a coinvolgere anche le spiagge di Ostia. A destare grande preoccupazione ora è anche l’incubo amianto, sebbene i più spaventati, oltre ai cittadini di Pomezia, sembrano essere proprio gli agricoltori del posto. Una preoccupazione che si è concretizzata in seguito al “divieto di raccolta degli ortaggi e di pascolo degli animali nel territorio comunale in un raggio di 5 chilometri dal luogo dell’incendio dell’impianto” emesso dalla Asl Rm 6 e che ha messo in allarme soprattutto le organizzazioni degli agricoltori, Coldiretti e Cia. Queste ultime hanno già annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile “per i danni diretti, indiretti e di immagine provocati dall’incendio”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Dopo l’incubo delle fiamme che hanno devastato la EcoX di Pomezia, a Sud di Roma, nelle ultime ore è sopraggiunto il pericolo amianto. A confermare la presenza di amianto “incapsulato” nelle coperture del tetto dei capannoni andati a fuoco e che hanno prodotto fino ad oggi una nube tossica spaventosa, è stato Mariano Sigismondi, direttore del dipartimento prevenzione della Asl Roma 6. Come riporta RaiNews.it, tuttavia, Sigismondi ha in parte tranquillizzato asserendo l’assenza attuale di elementi in grado di destare preoccupazione a livello acuto. Ad intervenire nelle ultime ore è stato anche il direttore dell’Istituto per l’inquinamento atmosferico del Cnr, Nicola Pirrone, che ha chiarito: “E’ probabile che ci possa essere stata una dispersione di microfibre di amianto nell’atmosfera”. I primi risultati decisivi sui campioni dell’aria raccolti nella zona dell’incendio arriveranno solo nei prossimi giorni. Vero è che la presenza di amianto riscontrata, non può non essere inclusa nell’inchiesta aperta dalla procura di Velletri e che potrebbe presto portare ad un cambio dell’ipotesi di reato, passando da “rogo colposo” a “disastro ambientale”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Con una intervista al Tgr Lazio ieri sera, è ufficialmente sorto l’allarme amianto per l’incendio alla EcoX di Pomezia che da giorni orma sta devastando l’area a Sud di Roma con una profonda nube tossica che rischia di propagati con danni che ancora non sono stati stimati, sebbene le autorità ambientali e sanitarie finora abbiano garantito che tutti i valori sprigionati sono nella norma. Fiamme alte e fumo nero nell’azienda di stoccaggio per rifiuti, ferro e plastica che da venerdì scorso brucia senza pausa, complice anche il vento e il clima che hanno aumentato la “vitalità” dell’incendio. Intervistato dai colleghi del TgR Lazio dunque, il direttore dell’Asl Roma 6 ha testimoniato come «Nelle coperture del tetto della Eco X di Pomezia, il deposito di rifiuti andato a fuoco venerdì mattina in provincia di Roma, era presente dell’amianto incapsulato», racconta il dirigente Mariano Sigismondi. «A questo punto si dovrà valutare l’effetto del calore su questa particolare sostanza. Al momento – ha concluso – non abbiamo elementi che possano far destare preoccupazioni, almeno a livello acuto, nell’immediatezza del momento», conclude ancora il direttore dell’Asl Roma 6 responsabile dell’area coinvolta dell’incendio alla EcoX di Pomezia.

Resta il problema dell’amianto anche dal punto di vista di polemiche e critiche mosse contro i dirigenti dell’azienda EcoX che avevano escluso la presenza di sostanze pericolose e cancerogene nei primi momenti dell’incendio divampato a Roma Sud nella mattinata di venerdì scorso. Con la scoperta dell’Asl invece torna di attualità l’annoso problema tutto italiano della presenza di eternit e amianto pericolo nelle infrastrutture di aziende e abitazioni sparse lungo tutta l’Italia. «Finora al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Pomezia non si registrano code o iperafflusso di pazienti che lamentano patologie correlate all’incendio», ha sottolineato in un comunicato la Asl Rm6, dimostrando come al momento non vi siano per fortuna gravi conseguenze dal punto di vista della salute dei cittadini di Pomezia e dintorni. Resta però lo scontro sull’amianto e su quei dati Arpa Lazio che hanno certificato ancora ieri come non vi siano limiti particolari oltre la norma; «Dall’analisi dei dati non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria dalla normativa vigente», è stato il comunicato di Arpa Regione Lazio nel bollettino della domenica. Il problema è che questo bollettino è stato raccolto in aree non solo lontane da Pomezia – centraline fisse di Ciampino, Cinecittà e Fermi e su quella mobile di Albano Laziale – ma anche senza calcolare gli agenti inquinanti presunti di diossina e amianto. A Pomezia intanto il sindaco Fucci ha firmato ieri una nuova ordinanza che dispone la chiusura, in via precauzionale, di tutte le scuole di ogni ordine e grado per le giornate di oggi 8 e domani martedì 9 maggio.

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