Ultime notizie/ Di oggi, ultim’ora: caos diritti tv, Papa al Quirinale da Mattarella (10 giugno 2017)

- Matteo Fantozzi

Ultime notizie di oggi, ultim’ora: (10 giugno 2017). May perde le elezioni e la maggioranza. Tramonta l’ipotesi delle elezioni anticipate. Polemica in America. Incidente per Max Biaggi

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La sorella di Papa Francesco racconta il "suo" Bergoglio (LaPresse)

L’assemblea della Lega Serie A, convocata per valutare le offerte per i diritti tv del triennio 2018-2021, ha sancito che le buste, contenenti offerte per quattro dei cinque pacchetti, non corrispondono al valore effettivo del campionato italiano di calcio. Delle offerte presentate, infatti, solo una era oltre il prezzo minimo richiesto: per questo motivo, il commissario di Lega, Carlo Tavecchio – come riferisce l’Ansa – ha annunciato che “con voto unanime l’assemblea della Lega Serie A ha deciso di non assegnare i diritti tv a nessuno dei concorrenti”. A questo punto, ha aggiunto Tavecchio, si procederà con un nuovo bando in cui “il valore di partenza sarà quello indicato in questo bando”, ovvero un miliardo di euro, e ci sarà tempo “fino a novembre/dicembre, sei mesi prima dell’inizio della prossima stagione”. (agg. di Dario D’Angelo)

Nel corso della visita di Papa Francesco al Quirinale, volta a ricambiare quella resa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Vaticano, il Pontefice ha indicato quelle che a suo dire rappresentano le sfide più urgenti per l’Italia e per l’Europa. Come riferito dall’Ansa, Bergoglio ha detto che il nostro Paese e l’Ue sono chiamate a fare i conti con “problemi e rischi di varia natura, quali il terrorismo internazionale, che trova alimento nel fondamentalismo; il fenomeno migratorio, accresciuto dalle guerre e dai gravi e persistenti squilibri sociali ed economici di molte aree del mondo; e la difficoltà delle giovani generazioni di accedere a un lavoro stabile e dignitoso, ciò che contribuisce ad aumentare la sfiducia nel futuro e non favorisce la nascita di nuove famiglie e di figli”. La relazione privilegiata tra il Vaticano e l’Italia è stata ribadita da Papa Francesco, che ha sottolineato come la Costituzione abbia promosso “una peculiare forma di laicità, non ostile e conflittuale, ma amichevole e collaborativa, seppure nella rigorosa distinzione delle competenze proprie delle istituzioni politiche da un lato e di quelle religiose dall’altro”, ricordando come grazie a questo “sia eccellente lo stato dei rapporti nella collaborazione tra Chiesa e Stato in Italia, con vantaggio per i singoli e l’intera comunità nazionale”. (agg. di Dario D’Angelo)

Ha forzato la mano cercando un consenso più ampio, e gli elettori l’hanno duramente punita. Questa la situazione che oggi si respira in Inghilterra, paese nel quale si sono tenute le elezioni anticipate volute dalla premier Theresa May. La May è uscita ridimensionata dalle urne, senza una maggioranza in parlamento, e con la sua forza politica in vista dei trattati di uscita dall’Europa notevolmente ridimensionata. I seggi alla fine risultano impietosi con l’attuale inquilino di Dowing Street, e si fermano a 318 ben lontano dai 326 indispensabile per avere la maggioranza, una magioranza che adesso sarà da ricercare grazie all’appoggio degli unionisti nord Irlandesi. Immediata la richiesta dei leader dei Laburisti Jeremy Corbyn che tendono alle dimissioni della May, dimissioni sdegnosamente respinte dopo il colloquio della stessa May con la regina. Atteso per i prossimi giorni la formazione del nuovo esecutivo.

Dopo l’improvviso e inatteso stop della legge elettorale in parlamento, tramonta definitivamente l’ipotesi di mandare il nostro paese ad elezioni già dal prossimo autunno. A dirlo è lo stesso segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, che preso atto dell’inaffidabilità di alcune parti politiche non se la sente di iniziare il complesso iter che dovrebbe portare al varo di una norma elettorale totalmente nuova. Intanto continuano le accuse relativamente allo stop in parlamento, con i grillini che respingono sdegnosamente l’ipotesi di aver tradito il “patto a quattro”, a sconfessarli però i pochi secondi di visione di come i parlamentari hanno votato.

Dopo l’audizione in Senato dell’ex capo dell’FBI James Comey il presidente Trump non sembra intenzionato ad abbassare i toni, e nel primo tweet dedicato alla spinosa vicenda etichetta il suo ex collaboratore come una “gola profonda”. Per Trump dalle parole dell’alto funzionario non sono emerse delle colpe a suo carico, mentre è emerso come l’ex federale sia totalmente bugiardo. Resta però comunque altissimo il rischio di incriminazione, stante finanche l’intenzione dei senatori di ascoltare il genero del presidente quel Jared Kushner che dovrà chiarire fino a quanto si siano spinte le interferenze dei servizi segreti russi sulle ultime lezioni presidenziali, interferenze di cui ha parlato in maniera approfondita Comey.

Paura ieri per Max Biaggi, con l’ex campione di motociclismo e attuale corridore nelle manifestazioni minori caduto in allenamento, su un circuito sul quale si stava allenando in provincia di Latina. Le condizioni di Biaggi sono apparse immediatamente gravi, e i sanitari presenti in pista hanno richiesto l’intervento dell’elisoccorso. Il pilota è stato cosi ricoverato all’ospedale San Camilo di Roma in codice rosso, dai primi bollettini il pilota risulta cosciente e vigile e i sanitari escludono l’eventuale pericolo di vita. Sulle dinamiche dell’incidente avvenuto sul circuito “il Sagittario” stanno adesso indagando i carabinieri della locale stazione, il circuito nel passato aveva visto la morte di un altro pilota, Doriano Romboni.

Non c’è lealtà, cuore, fede. Non esistono bandiere, progetti, possibilità di vincere coppe e scudetti. Nessuno può resistere agli zeri di un assegno pesante. Mister 100 milioni Belotti può lasciare Torino anche per meno o molto meno considerando le abilità nelle trattative del presidente Cairo e la forza di un contratto a lunga scadenza si sfalda al profumo dei soldi. Di incedibili non esistono più: tutti hanno un prezzo e a volte con il cartellino bene esposto o a volte celato da dichiarazioni di rito e conferme poco convinte. Il presidente giallorosso Pallotta esclude cessioni eccellenti: Golan, dal ritiro del Belgio giura amore eterno alla Roma parlando però di ritocchini all’ingaggio. Non mancano infatti estimatori neroazzurri: la valuta non è importante. Anche le stelline possono convincere un simbolo a lasciare una squadra ipervincente. Conte da Londra proverà a sfruttare pure il legame emozionale con Bonucci; alla Juventus invece basteranno ( si fà per dire) 52 milioni. Di sterline, ovviamente. Il presidente cinese dell’Inter non ha necessità di far cassa ma può vendere tutti per ricomprare magari e così finiscono sul mercato i migliori: Perisic, Icardi. Per avere l’argentino per esempio servono cento milioni e bastano 45 per ammainare una giovane bandiera viola come Bernardeschi.

A lavoro sotto al sole. Per tanti calciatori della Nazionale il telefono è caldissimo ed in linea diretta con il procuratore. Per tanti di loro, la vita può cambiare. Gigio Donnarumma diviso tra azzurro, maturità, europeo under 21 è a quattro giorni per dire sì al Milan oppure portare i suoi guanti altrove. Stesso discorso per Federico Bernardeschi ormai pronto a declinare l’offerta della Fiorentina per cedere alle lusinghe di una grande come la Juventus. Il caso più delicato riguarda Leonardo Bonucci: dopo sette stagioni e sei scudetti a torino, il miglior regista difensivo del mondo potrebbe varcare la Manica e l’offerta del Chelsea e di Conte è difficile da rifiutare. Tanto per la Juventus quanto per il giocatore che a parole smentisce tutto sapendo però che il cellulare potrebbe squillare da un momento all’altro. Andrea Belotti valuta in questi giorni la seduzione Milan: una corte consistente ma che difficilmente andrà oltre la gigantesca clausola che lo lega al Toro. Infine la rivelazione Conti, il ragazzino che piace a tutti: una grande è nel suo destino, nel suo futuro. A quella che offrirà di più all’Atalanta.

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