Angelo Vescovi, staminali / No alla scienza che crea la vita in laboratorio per poi “distruggerla e studiarla”

- Fabiola Iuliano

Il dottor Angelo Vescovi, biologo dell’Università Bicocca di Milano, ha parlato del problema etico rappresentato dalle cellule staminali. La soluzione è nelle cellule “simil-embrionali”

salute_medici_ospedale_cura_lapresse_2016
Lapresse

Angelo Vescovi, noto biologo dell’Università Bicocca di Milano, dove ha fondato il Laboratorio Cellule Staminali, Cell Factory e Biobanca di Terni, si è confrontato su uno dei temi più interessanti degli ultimi decenni, le cellule staminali, una grande risorsa in campo medico, ma che ha spesso sollevato problemi di natura etica. Vescovi, direttore scientifico dell’Irccs Casa Sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo, per primo ha guidato la sperimentazione clinica di staminali cerebrali prive di problematiche etiche e nel 2012 ha effettuato in un paziente affetto da Sla il primo trapianto al mondo. 

Proprio lui, in un’intervista rilasciata ad Antronio Sanfrancesco per Famiglia Cristiana, ha spiegato cosa sono le cellule staminali e come possono estere utilizzate per curare le principali malattie neurologiche e neurodegenerative: “Tutte le cellule del nostro corpo svolgono una precisa funzione che può determinarne un progressivo deterioramento. I nostri tessuti perdono costantemente parte delle cellule che li compongono. Per consentire la nostra sopravvivenza è quindi necessario che le cellule degenerate vengano rapidamente sostituite; questo è il ruolo delle staminali: garantire il mantenimento dell’integrità dei nostri tessuti”. 

Nelle sue parole, anche i motivi per i quali le staminali embrionali rappresentano oggi un problema etico: “Bisogna produrre l’embrione in vitro e poi distruggerlo per estrarle. Una scienza che crea un essere umano per distruggerlo contraddice quello che è per me la scienza stessa, che studia la vita per proteggerla e curarla e non la crea in laboratorio per distruggerla e poi studiarla”. A supporto del suo punto di vista, anche una difesa nei confronti di chi, in passato, l’ha accusato di oscurantismo: “L’embrione è parte dell’essere umano. La vita si sa benissimo quando comincia: quando i due gameti sono separati il grado di disordine è infinito; quando si fondono, cala a un valore misurabile. Questo passaggio repentino segna l’inizio della vita e nessuno può smentirlo”.

Il biologo, che da anni si occupa di studiare le cellule staminali e il metodo più corretto per utilizzarle nella cura delle principali malattie neurologiche e neurodegenerative, si è inoltre espresso sul metodo di Shinya Yamanaka che “che ricava cellule simil-embrionali partendo dalle cellule adulte”. “Chi diceva che non c’erano alternative a quelle embrionali diceva una bugia”, ha affermato Vescovi, che nel 2005, schierandosi con i cattolici contro il referendum, ha ricevuto minacce di morte: “Io sono agnostico ma non si può creare l’essere umano per distruggerlo, si trovano altre soluzioni”. Oggi, grazie al suo impegno, la sperimentazione è alla fase 2: “La sperimentazione di fase 1, dopo tre anni e 18 pazienti trapiantati, è andata meglio di quanto mi aspettassi. Qualcosa s’intravede, anche se la cura è ancora molto lontana”. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori