Maurizio Bavaresco/ Uccide il padre a coltellate: prosciolto per psicosi acuta

- Morgan K. Barraco

Maurizio Bavaresco non ha subito la condanna per l’omicidio del padre. La perizia psichiatrica sottolinea tuttavia che è da considerarsi “socialmente pericoloso”.

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E’ stato prosciolto dalle accuse di omicidio l’ex attore Maurizio Bavaresco, grazie al verdetto del gip Giuseppina Guglielmi. Il 32enne era infatti accusato di aver accoltellato il padre nel sonno, letteralmente sgozzandolo. Una morte brutale quella di Dario Bavaresco, ucciso nel 2012 a breve distanza da San Pietro. Eppure in quel momento l’imputato non era nel pieno delle sue facoltà psichiche, come evidenzia quanto ha affermato egli stesso durante l’arresto. “Una parte della mia testa dice e pensa una cosa e l’altra la contraddice”, ha sottolineato agli agenti al momento dell’arresto.

Il “vizio totale di mente” a cui fa riferimento il verdetto del gip è stato consolidato dalla perizia psichiatrica, con cui è stata riscontrata una psicosi acuta causata dalla mancata assunzione delle terapie. Nonostante sia stato prosciolto, il perito del CSM che ha analizzato Maurizio Bavaresco lo ha comunque definito “socialmente pericoloso” e deve essere controllato perché possa seguire il piano terapeutico. 

Potrebbe uccidere ancora Maurizio Bavaresco. E’ questo quanto si evince dalla perizia psichiatrica effettuata sull’ex attore. Il quadro clinico preoccupante del 32enne riguarda un arco di tempo piuttosto lungo, in cui Bavaresco si sarebbe cimentato nell’arte del body building perché “pieno di paure mascherate dalla palestra e da storie di sesso hard”. Come sottolinea Il Faro di Roma, il peggioramento dell’ex attore era evidente fin dal mese precedente al delitto del padre. In più di un’occasione, Maurizio Bavaresco avrebbe infatti richiesto ai genitori di avere un rapporto sessuale, citando a suo favore alcuni passi della Bibbia. 

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