Ultime notizie/ Di oggi, ultim’ora: A7, inverte il senso di marcia sull’autostrada (16 giugno 2017)

- Matteo Fantozzi

Ultime notizie di oggi, ultim’ora: (16 giugno 2017). Donald Trump sotto inchiesta. Bagarre in Parlamento per lo Ius Soli. Si aggrava il bilancio del rogo di Londra, le vittime salgono a 17.

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Terza Guerra Mondiale, Donald Trump (LaPresse)

Un fatto inspiegabile al momento, se non si voglia per forza di cose accusare l’età dell’autore del gesto. Un uomo di 80 anni a bordo della sua vettura ha imboccato regolarmente l’autostrada A7 al casello di Busalla, poco prima di Genova, solo che a un certo punto ha svoltato, cambiando direzione di marcia, invece che verso Milano si è diretto verso Genova. Inevitabile l’impatto frontale con una vettura che proveniva nell’altro senso e miracoloso il fatto che nessuno dei due si sia fatto nulla. L’unica spiegazione è che si sia accorto di aver imboccato l’autostrada non nella direzione desiderata, ma invece di uscire al casello successivo ha deciso di invertire il senso di marcia.

E’ morta Erika Pioletti,la donna di 38 anni rimasta schiacciata dalla folla che fuggiva nel panico in piazza San Carlo a Torino durante la finale di Coppa dei Campioni. Originaria di Domodossola, era stata ricoverata all’ospedale San Giovanni Bosco e le sue condizioni erano apparse subito gravissime: danno cerebrale in seguito a infarto per schiacciamento. Il sindaco di Torino ha dichiarato il lutto cittadino: “In un momento di così profondo dolore, ogni parola sarebbe superflua. Posso solo esprimere le più sincere condoglianze mie e di tutta la Città a famigliari e amici di Erika. Per il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino”.

Sono salite a 17 le vittime accertate dell’incendio di Londra, un bilancio che purtroppo è destinato ad aumentare stante il fatto che almeno 70 persone, tra cui due giovani connazionali, risultano disperse, e molti dei feriti permangono in situazioni critiche. A confermare che la cifra dei morti può essere vicino al centinaio è lo stesso capo della Metropolitan police di Londra, Stuart Cundy, che durante la conferenza stampa di oggi ha affermato che si sta facendo tutto il possibile per mettere il grattacielo in sicurezza, ed evitare il rischio che la struttura collassi. Sotto il punto di vista delle indagini oggi è stato effettuato il primo sopralluogo da parte degli investigatori dei vigili del fuoco, da esso risulterebbe che l’edificio non era sicuro, e lo è ancor di meno dopo l’incendio che lo ha distrutto. Intanto anche la regina D’Inghilterra ha manifestato il proprio cordoglio.

Prende una piega inaspettata l’indagine che i media americani hanno ribattezzato Russiagate, e che adesso a quanto riportano alcune fonti giornalistiche potrebbe vedere sotto inchiesta direttamente il presidente americano Donald Trump, con la pesante accusa di ostacolo alla giustizia. Trump in tale contesto potrebbe essere sentito direttamente dalla commissione del senato, commissione che vuole chiarire i rapporti del magnate americano con i russi, soprattutto nell’imminenza delle elezioni presidenziali successivamente vinte. L’accusa non è stata smentita dal legale di Trump, che però ha definito inaccettabile la fuga di notizia. Il capo di imputazione se fosse confermato, è lo stesso che ha portato nel 1974 alle dimissioni dell’allora presidente americano Richard Nixon.

La discussione sulla norma dello Ius Soli ha fatto scattare una vera e propria bagarre in parlamento, bagarre che alla fine è degenerata in urla e spintoni tra i parlamentari. Tutto è iniziato quando i parlamentari della Lega Nord hanno manifestato la loro intenzione di occupare i banchi riservati ai ministri dell’esecutivo. I leghisti sono stati bloccati dai commessi parlamentari immediatamente intervenuti, ne è venuto fuori un parapiglia degno di una rissa da bar, durante le concitati fasi il ministro dell’istruzione Fedeli è rimasta leggermente contusa, con la donna che ha dovuto far ricorso alle cure dell’infermeria interna. A fine giornata immediate le reazione dei big, da una parte Salvini che ha elogiato l’azione dei suoi compagni di partito, dall’altro la Boldrini che ha preannunciato azioni disciplinari.

É rottura tra Gigio Donnarumma e il Milan. Il portiere azzurro, erede di Buffon, non rinnoverà il contratto. Alle 17.30 di ieri in casa Milan è arrivato il colpo di scena: Gigio Donnarumma ha rifiutato la proposta di rinnovo di contratto da parte del Milan. L’incontro tra il procuratore di Donnarumma, Guido Raiola e la dirigenza rossonera è durato poco: c’era sul piatto la proposta di rinnovo per cinque anni a quattro milioni a stagione con ingaggio a salire ma la rottura si è consumata, con ogni probabilità, sulla questione inerente la clausola rescissoria. Clausola rescissoria che Raiola voleva inserire nel nuovo contratto ma gli umori del Milan riguardo questa questione già una settimana fa erano negativi. Dunque Donnarumma rimarrà per un altro anno al Milan ma la sua avventura con la squadra finisce qui. Marco Fassone precisa che è una scelta decisiva presa in completa autonomia da Donnarumma nonostante la proposta di Mirabelli e quindi il contratto si concluderà alla data del 30 giugno 2018.

Con l’aereo Roma-Cracovia ha preso ufficialmente il via l’europeo dell’under 21 in Polonia. Gli azzurri concentrati e pensierosi all’arrivo a Fiumicino e ai controlli di sicurezza. Più sorridenti nell’aeroporto dove si sono sottoposti ai classici riti dei selfie. Il più richiesto, inutile dirlo, è il più giovane e il più alto della compagnia. Impossibile per Gigio Donnarumma al centro dell’attenzione del mercato sfuggire agli obiettivi dei telefonini e alle richieste dei tifosi. Il capo delegazione under 21, Gabriele Orali afferma che Gigio è riuscito dove gli altri non sono arrivati ed è un vero campione. Abbracci commossi a Nicola Murru che deve lasciare il gruppo perché infortunato. Il volo è durato circa 2 ore e prosegue tranquillo. Parecchi si riposano in vista della partita contro la Danimarca di domenica, altri guardano film o serie sull’ipad, altri giocano con qualche app. Poi si sbarca via verso il primo allenamento; in aeroporto intanto cominciano ad arrivare i tifosi e tra i primi quelli dei campioni in carica della Svezia. A guidare la delegazione azzurra è in questi europeo Lele Oriali, fiducioso per il cammino di questi ragazzi.

L’Italia è sbarcata ieri a Cracovia in un giorno importante, un giorno di festa per la cattolicissima Polonia. Si celebra la solennità del Corpus Domini e la magnifica piazza del mercato tra le più belle d’Europa si riempie oltre che dei soliti turisti di centinaia di fedeli che assistono alla liturgia davanti alla Basilica di S. Maria. E poi partecipano alla suggestiva processione in piazza. Tra canti e preghiere, abiti religiosi e tradizionali e costumi locali, l’atmosfera è di grande spiritualità. Quasi timidamente sfilano le bandiere che ci ricordano l’Europeo che sta per cominciare. Cracovia per ora non ci pensa cullandosi in questa dolce giornata primaverile tra la sua grande storia sacra e quella profana. Quella per esempio che collega la fondazione della città alla sconfitta di un mitico drago. Oggi il drago lo si può ammirare in una statua di bronzo con tanto di bocca fiammeggiante ai piedi di una valle sormontata dal castello reale vestigia imponente di un passato glorioso nel quale Cracovia fu capitale per cinque secoli. Leggenda, gloria e fede.

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