Terza Guerra Mondiale/ Corea de Nord, Usa: “Pyongyang testa nuovo motore per missili intercontinentali”

- Morgan K. Barraco

La possibilità di uno scoppio della Terza Guerra Mondiale allarma i media di tutto il mondo. Ma è davvero possibile che Usa e Russia avviino lo scontro in Siria?

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Terza Guerra Mondiale, Donald Trump (LaPresse)

Se non è terza guerra mondiale questa… Stando alle ultime notizie che arrivano dall’Amministrazione Usa, nelle scorse settimane la Corea del Nord avrebbe con certezza provato un nuovo motore da utilizzare per lanciare missili balistici anche oltre al Pacifico. «Sarebbero in grado di raggiungere il territorio americano», assicurano i media di Washington su fonti della Casa Bianca. Il progetto ancora non è chiaro a che punto sia arrivato, ma le tracce di questa operazione segreta (non così tanto se è stata scoperta e pubblicata) sono arrivate fino alla Casa Bianca. Le testate nucleari “piccole” per poterle inserire in un missile intercontinentale ancora non sono state raggiunte dal regime di Kim Jong-un ma queste ultime operazioni segrete potrebbero avere avvicinato il raggiungimento del terribile scopo (e dunque aver aggiunto un tassello in più verso la guerra). (agg. di Niccolò Magnani)

Il pericolo dello scoppio di una Terza Guerra Mondiale e di uno scontro fra Usa e Russia in Siria, non sarebbe così lontano: questo il parere dei media di tutto il mondo, ma cosa ne pensano gli esperti? Secondo Stefan Meister, politologo tedesco, questo tipo di eventualità in realtà molto remota. In ballo secondo l’esperto ci sarebbero le relazioni internazionali fra le due potenze ed una volontà da parte di entrambe di mantenerle intatte. Meister crede infatti che la Russia sia entrata nello scenario bellico per dimostrare agli Stati Uniti la propria forza e per ottenere maggiore visibilità agli occhi degli americani.

Questi ultimi allo stesso tempo “non sono interessati al deterioramento delle relazioni con la Russia”. Tutto ciò considerando anche che se lo scontro in Siria avvenisse realmente, sia Russia che USA ne uscirebbero sconfitte di fronte all’ISIS. Lo Stato Islamico è a tutti gli effetti l’unico a poter trarre un vantaggio da un possibile conflitto, soprattutto perché in questo modo potrebbe mettere in atto in modo più defilato la propria politica terroristica.

La visione di Stefan Meister, rivelata in un’intervista con il giornale tedesco Deutschlandfunk, si basa sulla sua esperienza in merito alla politica russa in Siria. L’esperto non ha nascosto il suo scetticismo sul possibile scontro fra Russia e USA, caldeggiato soprattutto dai media del primo Paese, anche se ha sottolineato di non voler minimizzare questa eventualità. Il tutto anche in virtù del fatto che in questi mesi abbiamo visto il Segretario americano cercare di sviluppare una nuova politica che abbracci il territorio russo ed anche per questo che entrambe le potenze continuano a collaborare per risolvere la situazione siriana.

“Viene fatto un tentativo di aumentare la comunicazione”, sottolinea Meister, mentre la politica che sta sviluppando ora la Russia non mira necessariamente alla Siria. Quest’ultima fa parte di certo di uno dei problemi che la Russia vuole risolvere, ma non ne rappresenta la totalità. Basti pensare per esempio agli attacchi hacker e la Cyber Defence in generale, così come il ruolo della Corea del Nord. Al momento inoltre sono gli americani ad essere i più attivi in Siria, “anche dal punto di vista del sostegno militare” ai gruppi siriani indipendenti, ma la Russia è stata chiamata in causa per coordinare e cooperare in modo più stretto rispetto al passato.

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