CDM SALVATAGGIO BANCHE VENETE/ Ultime notizie, rimborsi ai risparmiatori, correntisti, esuberi: ok al decreto

- Fabio Belli

CDM salvataggio banche venete, giornata decisiva per il decreto da approvare oggi, entro la mezzanotte di domenica 25 giugno. Uscirà un’edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale

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Paolo Gentiloni (LaPresse)

In meno di venti minuti il Consiglio dei ministri ha varato il decreto per il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Non sono finora emersi dettagli sul contenuto del provvedimento, che servirà a far sì che Intesa Sanpaolo possa procedere a rilevare la rete commerciale e gli asset che riterrà opportuni delle due banche venete, lasciando le passività e i crediti a rischio in una bad bank di cui dovrà occuparsi lo Stato. Intanto in tarda mattinata, secondo indiscrezioni riportate dalle agenzie di stampa come Ansa, il Consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ha dato mandato al Ceo Carlo Messina per l’operazione relativa proprio all’acquisto degli asset “sani” delle banche venete. Non resta quindi che attendere i dettagli relativi al decreto varato dal Governo, anche per capire quali saranno i costi per le casse pubbliche e per i risparmiatori coinvolti.

Non si hanno ancora notizie circa l’inizio del Consiglio dei ministri dedicato al decreto per il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Le decisioni del Governo saranno molto importanti per coloro che hanno azioni od obbligazioni subordinate delle due banche venete. È infatti quasi certo che dovranno subire delle perdite, ma bisognerà capire di quale entità. C’è poi il rischio di creare delle situazioni di disparità di trattamento rispetto a Mps e alle quattro banche salvate alla fine del 2015, ovvero Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. È probabile che si troverà una soluzione per cui verranno rimborsati in qualche misura coloro che dimostreranno di essere stati vittime di misseling, ma occorrerà vedere concretamente cosa occorrerà fare per riuscire ad avere una  qualche forma di ristoro. Non correranno invece rischi i correntisti delle due banche, così come i detentori di bond senior. 

Ultime limature per il testo sul decreto di salvataggio delle Banche Venete, che già sabato doveva essere approvato dal Consiglio dei Ministri, ma che ha visto un nuovo slittamento tecnico per quelle che sono le esigenze di una decisione da parte del Governo molto importante, che dovrà salvare gli istituti di credito e garantire un gran numero di risparmiatori. Domenica al lavoro dunque per il Consiglio dei Ministri e in mattinata sono stati fatti nuovi passi per arrivare a una soluzione, dopo che l’incontro nella giornata di sabato tra il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni non ha prodotto l’attesa fumata bianca. La Banca Centrale Europea ha dichiarato fallite Veneto Banca e Popolare di Vicenza, e dunque una soluzione definitiva andrà trovata entro la mezzanotte di domenica 25 giugno, prima cioè che domattina gli sportelli delle banche riaprano.

Sono già state preparate tutte le misure straordinarie per il decreto di salvataggio per le Banche Venete, con il Consiglio dei Ministri che dovrebbe essere convocato a momenti e la Gazzetta Ufficiale che uscirà con un’edizione straordinaria domenicale con la pubblicazione del decreto. Si darà così ufficialmente il via libera all’operazione di salvataggio studiata con Intesa San Paolo, che permetterà al gruppo di acquistare al prezzo di 1 euro le attività degli istituti di credito veneti, nei quali è già avvenuto lo scorporamento dalle attività più a rischio, il che permetterà di ripartire dalle parti sane delle banche garantendo così correntisti e obbligazionisti senior. Il decreto, soprattutto, permetterà di sbloccare il fondo da 20 miliardi di euro stanziato dal Governo a Natale anche per l’operazione di salvataggio delle banche venete, senza legare l’utilizzo di questi fondi, così come era stato originariamente concepito, esclusivamente per le operazioni di ricapitalizzazione precauzionale.

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