MATTEO BOE/ Tagliò l’orecchio a Farouk Kassam: i 25 anni da recluso in carcere, ora è libero

- Emanuela Longo

Matteo Boe, ultime news: scarcerato questa mattina, dopo 25 anni di reclusione, l’ex bandito sardo che sequestrò e tagliò l’orecchio al piccolo Farouk Kassam.

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Matteo Boe, foto Wikipedia

Matteo Boe, il carcere, l’evasione e ancora il carcere: i 25 anni del bandito sardo vedono ora la fine con la scarcerazione per la fine pena dal carcere di Opera: negli anni in galera Boe, sparsi lungo le varie case circondariali d’Italia, si è dedicato alle passioni che lentamente sono uscite e si sono coltivate in tutto quel tempo. Dalle “classiche” letture di Kafka e Dostoevskij assieme a Nietzsche, fino all’arte produttiva esercitata da Matteo Boe. In particolare, all’ultima mostra filatelica di Milano, l’ex bandito ora tornato libero ha presentato un suo disegno finito poi in una serie speciali di francobolli delle Poste Italiane.

Secondo l’Unione Sarda, «Ora che è uscito dal carcere di Opera, lascerà spazio al raffinato intellettuale, agnostico e indipendentista che traduce i libri di Michail Bakunin, per archiviare per sempre l’efferato criminale accusato di aver mozzato l’orecchio a un bambino di 7 anni?». La risposta l’avremo nei prossimi mesi, i primi di libertà riacquistata da Matteo Boe. (agg. di Niccolò Magnani)

Dopo 25 anni di prigionia, oggi Matteo Boe, ex bandito sardo, ha lasciato il carcere di Opera ed è tornato in libertà. Il suo nome è inevitabilmente legato al sequestro di Farouk Kassam, il bimbo di 7 anni al quale Boe tagliò l’orecchio e che liberò solo 6 mesi dopo, in seguito al pagamento del riscatto. Dagli archivi Ansa è possibile ripercorrere la nota vicenda di cronaca, ancora ricca di lati oscuri. Farouk, figlio di un noto proprietario d’albergo sopra Porto Cervo, fu rapito la sera del 15 gennaio 1992, quando fu prelevato dalla sua abitazione da alcuni banditi. Solo cinque mesi più tardi, il 18 giugno, i malviventi si fecero vivi inviando alla famiglia Kassam una lettera contenente la foto del figlio ed un pezzo di cartilagine che, come evidenziato dalla stessa foto, era stata tagliata all’orecchio del bambino in ostaggio. La vicenda vide in prima linea anche il Papa, che durante l’Angelus rivolse un accorato appello ai rapitori di Farouk Kassam. E’ il 10 luglio 1992 quando il piccolo, che nel frattempo aveva festeggiato il suo compleanno durante la prigionia il 9 maggio precedente, fu liberato in circostanze che ancora oggi appaiono misteriose.

Il 14 ottobre del medesimo anno, Matteo Boe fu arrestato. Dopo aver visto le foto rinvenute nelle tasche dell’ex bandito oggi tornato in libertà, Farouk non ha avuto dubbi e, come rivelò in aula il sostituto procuratore antimafia di Cagliari e pubblico ministero al processo contro i rapitori, lo riconobbe immediatamente. Repubblica, in un articolo dell’epoca, riporta le parole del piccolo: “Sì, è lui, lo riconosco. Voi dite che è Matteo Boe, ma durante la prigionia lo chiamavano ‘Antonio’, era l’amico di ‘Beppe’. Stava sempre col viso scoperto, un giorno mi ha anche prestato la sua pistola”.

Il 59enne Matteo Boe, ex bandito sardo e condannato a 25 anni di reclusione per i sequestri di Sara Nicoli, Giulio De Angelis e del piccolo Farouk Kassam, è stato scarcerato oggi. La sua imminente scarcerazione era stata annunciata all’inizio del mese e dopo un quarto di secolo, Boe è tornato questa mattina ad assaporare la libertà. A darne notizia è Repubblica.it, che spiega come alle 10:40 si sono riaperte le porte del carcere di Opera nel quale Matteo Boe è stato detenuto: l’uomo è stato ufficialmente scarcerato dopo aver scontato 25 anni di reclusione. Primula rossa del banditismo sardo, Boe divenne celebre negli anni ’80 per essersi reso protagonista di un’impresa da mai nessuno fu in grado di replicare: evadere dal super carcere dell’Asinara. Insieme al complice Salvatore Duras, Boe riuscì a fuggire a bordo di un gommone nel settembre 1986. La sua clamorosa latitanza andò avanti fino al 13 ottobre 1993, quando fu intercettato e bloccato in Corsica, dalla polizia francese di Porto Vecchio, tradito dall’amore per la compagna Laura Manfredi e per i suoi due figli. Seguendo la sua famiglia, infatti, i gendarmi riuscirono a scoprire dove si nascondeva il bandito sardo, arrestandolo.

Per anni il nome di Matteo Boe, oltre a rientrare nella lista dei 200 ricercati più pericolosi d’Italia fu anche collegato al sequestro del piccolo Farouk Kassam, per il quale il bandito fu condannato a 20 anni di carcere. Il rapimento del bambino, figlio del titolare di uno degli alberghi più noti della Costa Smeralda e che all’epoca dei fatti aveva appena 7 anni, avvenne a Porto Cervo il 15 gennaio del 1992 e rilasciato il 10 luglio dello stesso anno in circostanze mai realmente rese note. 177 lunghi giorni di prigionia durante la quale Matteo Boe tagliò al bambino un lobo dell’orecchio e lo fece recapitare al padre, all’interno di una busta per lettere. La liberazione del piccolo avvenne solo dopo il pagamento di un riscatto. Quello di Farouk Kassam fu sicuramente il rapimento più celebre attribuito a Matteo Boe, il quale però fu coinvolto anche nel sequestro dell’imprenditore romano Giulio De Angelis, nel giugno 1988 e liberato dopo oltre 4 mesi dopo il pagamento di un riscatto multi miliardario (pari a 3 miliardi di vecchie lire). Ora che l’ex bandito è tornato in libertà, ci si chiede dove deciderà di vivere: non è ancora chiaro infatti, se tornerà o meno a Lula, in provincia di Nuoro.

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