SORELLE MUSULMANE/ Ecco come Lara Bombonati reclutava altre donne per l’Isis

- Silvana Palazzo

Sorelle Musulmane: come Lara Bombonati reclutava altre donne per l’Isis. Era una figura chiave per far convertire altre donne e per avviarle ad attività belliche per il Califfato

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Lapresse

Le donne possono essere vittime e al tempo stesso carnefici: lo dimostra il caso di Lara Bombonati e delle “Sorelle Musulmane“. Reclutata da una donna, l’islamizzata Khadija ha provato a fare lo stesso a sua volta con altre. Le carte dell’inchiesta che hanno portato al suo arresto la descrivono come una giovane dalla psiche plasmabile, il cui destino è stato ispirato da una donna in particolare. I particolari sulla sua vita dopo il “matrimonio” con la causa terroristica sono emersi dall’hard disk di un tablet che Lara Bombonati non era riuscita a formattare prima di partire tre anni fa per la Siria con il marito Francesco Cascio. Così è stato possibile estrapolare alcuni dati importanti che ne mostrano la fidelizzazione.

Sono stati trovati ad esempio messaggi intercorsi via Skype: usava il nickname Jalyk e parlava con Bushra Haik, una cittadina canadese che un tempo viveva a Bologna. Quest’ultima, che usava il nickname bushra_1, è amministratrice della chat delle Sorelle Musulmane. Non è un caso, dunque, se siano entrate in contatto: Bushra è stata condannata dalla Corte d’Assise di Milano per aver reclutato giovani convertite e poi avviate alle attività belliche dei combattenti per il Califfato, ma anche per il suo ruolo all’interno dell’Isis stesso. Questo scambio di messaggi rappresenta allora la chiave di lettura del percorso intrapreso da Lara Bombonati: il network delle Sorelle Musulmane non è altro che una “porta” per entrare nel mondo oscuro che serve il Califfato.

Come Lara, anche Maria Giulia Sergio, collegata con il nickname fatimalazahra87, è rimasta intrappolata in quella rete e, infatti, è destinataria oggi di un ordine di cattura internazionale. Di lei però si sono perse le tracce: si sospetta che sia morta in Siria. Gli uomini dell’Antiterrorismo comunque ritengono che Lara abbia portato sul fronte siriano almeno una decina di persone, di cui quattro donne, Maria Giulia Sergio e tre albanesi. Dopo la morte del marito, decide di tornare in Siria al fianco del leader della milizia qaedista Abu Munir, che l’avrebbe completamente plagiata. Alcuni particolari, però, li ha confidati alla suocera Anna Bucellato ed è così che è stata incastrata dagli inquirenti.

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