FATA DI FUOCO WINX/ La Blue Whale per i più piccoli: pericolo o fake news?

- Fabio Belli

Fata di fuoco Winx: la Blue Whale per i più piccoli. Arriva ancora dalla Russia una follia dalla rete, molti bambini ustionati per seguire le regole del gioco

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Immagine dal web

Non bastava la Blue Whale per mettere in luce gli orrori della rete. Nonostante il servizio delle Iene che ha portato a conoscenza dell’opinione pubblica il “gioco del suicidio” nato in Russia presentasse qualche incongruenza, è indubbio che nei meandri di internet si celino molti pericoli per tutti coloro che sono maggiormente vulnerabili. L’ultima puntata di Chi l’ha Visto ha messo in luce una sorta di versione per bambini della Blue Whale, chiamata Fata di Fuoco Winx, perché prende spunto dalle storie delle fate amatissime dai bambini. In un video che gira in rete, si vede un bambino accendere un fuoco nella cucina di casa sua e trasformarsi in una “fata di fuoco” proprio come nel cartone delle Winx. Il problema è che la visione del filmato ha causato moltissimi casi di emulazione, e ben 157 bambini si sarebbero già ustionati gravemente.

Per i ragazzini che entrano in contatto con le regole della Fata di Fuoco Winx, infatti, viene proposta la sfida di entrare di notte nella cucina di casa e accendere il gas, per poi tornare a dormire. Esplosioni e incendi sono seguiti a questa pratica che ha fatto vittime soprattutto in Russia, paese particolarmente soggetto a queste macabre pratiche vie internet. Dopo la Blue Whale, anche i piccoli vengono presi di mira, e questo è particolarmente odioso. Le Winx vengono realizzate dallo studio di animazione Rainbow, che è subito corso ai ripari con un comunicato una volta venuto a conoscenza di questa pratica: “Rainbow è venuta a conoscenza della circolazione di questi post in Russia nell’estate del 2016 e all’epoca si è immediatamente attivata per denunciare il fatto alle autorità russe competenti per istigazione al suicidio, diffusione di informazioni atte a causare danno alla salute e allo sviluppo dei minori, oltre che violazione di copyright essendo essa stessa parte lesa. Rainbow ha quindi posto in essere quanto in suo potere per fare luce sulla vicenda e sui responsabili della diffusione criminosa del post”.



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