NEONATA UCCISA?/ Sassari, indagate tre infermiere. Il padre: “Abbiamo gridato di smetterla” (ultime notizie)

- Morgan K. Barraco

Neonata di tre mesi morta a Sassari, a causa di una grave malformazione cardiaca. Le autorità indagheranno sull’operato di tre infermiere delle Cliniche

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Ospedale (Pixabay)

Sono stwte iscritte nel registro degli indagati le due infermiere di Sassari che avrebbero cercato di inserire a forza l’ago nel braccio della bambina, incuranti delle sue urla e pianti. La neonata, Alessia Murgia, è morta lo scorso lunedì presso il reparto di pediatria delle Cliniche, a causa di una grave disfunzione cardiaca di cui era affetta fin dalla nascita. Un quadro clinico delicato, che aveva portato la piccola Alessia a subire sette operazioni chirurgiche nel giro di un mese e mezzo. Secondo i genitori, sottolinea La Nuova Sardegna, la bambina potrebbe essere morta per la situazione di stress e dolore a cui è stata sottoposta durante l’intervento delle due infermiere. Le prime ricostruzioni mettono infatti in luce come una delle specialiste abbia tentato di inserire l’ago cannula nel braccio di Alessia, mentre un’altra infermiera teneva ferma la neonata.

L’inchiesta avviata dagli inquirenti prevede inoltre il nome di una terza indagata, un’altra infermiera che è accorsa sul posto non appena la piccola ha iniziato a vomitare, prima di perdere conoscenza. L’accusa mossa da Gianni Caria, Procuratore Capo di Sassari, è di omicidio colposo per tutte e tre le infermiere indagate. “Sapevamo che anche un piano prolungato poteva essere pericoloso”, rivela il padre della bambina, Gianluca Murgia, descrivendo come nei tre mesi di vita di Alessia sia lui che la moglie abbiano fatta estrema attenzione ad ogni minima difficoltà affrontata dalla figlia. “Quando abbiamo visto le infermiere agire in quel modo, ostinarsi a voler infilare l’ago nonostante la bimba si dimenasse e piangesse […] abbiamo gridato di smetterla”. Gianluca Murgia ha sottolineato inoltre nel suo intervento che la denuncia mossa nei confronti delle tre infermiere non riguarda il tentativo di inserire l’ago per via venosa, ma la modalità brutale con cui le tre donne avrebbero agito.  



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