Terza Guerra Mondiale/ Onu, “nuove sanzioni per la Corea del Nord”. Italia appoggia gli Usa

- Niccolò Magnani

Terza Guerra Mondiale, Corea del Nord: ultime notizie di oggi 3 giugno 2017, la minaccia nucleare e la preghiera dei cristiani, “martiri di Pyongyang speranza per la pace”.

sudcorea_moon_jaein_presidente_lapresse_2017
Terza Guerra Mondiale, Pres. Corea del Sud Moon Jae-in (LaPresse)

-Con la decisione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu di adottare nuove sanzioni nei confronti della Corea del Nord si inaspriscono ulteriormente le relazioni tra Usa e Russia. A spiegare il disappunto di Putin è stato il rappresentante permanente russo all’Onu, Vladimir Safronkov, il quale, come riportato da sputniknews.com, ha dichiarato:”Ci piacerebbe sentire una spiegazione da parte degli Stati Uniti in relazione alla decisione annunciata il 1° giugno sull’espansione delle sanzioni contro la Corea del Nord, dato che interessano 3 nostre imprese e 1 nostro connazionale. Questo passo suscita incomprensione e profonda delusione”. Chi si è detta favorevole a questa presa di posizione è l’Italia. Il nostro rappresentante permanente, Sebastiano Cardi, ha così motivato il sostegno italiano:”Siamo grati a Stati Uniti e Cina per la loro leadership nel mandare avanti la risoluzione, in uno spirito costruttivo di attiva collaborazione che resta cruciale negli sforzi complessivi di portare pace e stabilita’ alla penisola coreana”. (agg. di Dario D’Angelo)

-Continua ad aleggiare sull’intero Pianeta lo spettro di una Terza Guerra Mondiale che abbia inizio in seguito alla faida tra Usa e Corea del Nord. Intervenuto al meeting Shangri-La Dialogue di Singapore, è stato il segretario alla Difesa americano Jim Mattis a ribadire che il fatto che il regime di Pyongyang stia accelerando la propria spinta per arrivare ad ottenere una testata nucleare capace di minacciare gli Stati Uniti e gli altri paesi alleati rappresenta “un pericolo chiaro e attuale”. Mattis, come riferito dalla Reuters, ha aggiunto che gli Usa sono incoraggiati dagli sforzi della Cina per fermare la Corea del Nord, ma Washington non accetterà la militarizzazione da parte di Pechino delle isole nel Mar Cinese Meridionale. Il segretario alla Difesa a stelle e strisce ha aggiunto che il rinnovato impegno della Cina incoraggia gli Usa a proseguire sulla strada della denuclearizzazione, dicendosi certo che Pechino vedrà nel dossier Corea del Nord una “responsabilità strategica e non un asset”. (agg. di Dario D’Angelo)

Nei giorni scorsi si è tenuto un importante incontro in Vaticano tra una delegazione della Chiesa Cattolica Sudcoreana e Papa Francesco, con a tema ovviamente quella “terza guerra mondiale a pezzetti” che più volte il Pontefice ha richiamato in questi anni e dove purtroppo l’aggressione nucleare della Corea del Nord rappresenta una delle più inquietanti minacce future. Il cardinale Andrew Yeom Soo-jung, arcivescovo di Seul, in un intervista rilasciata a Vatican Insider, confida nell’azione ancora preziosa che gli stessi cattolici in Nord Corea possono ancora giocare: «Sono convinto che in Nord Corea ci siano ancora dei “cattolici nascosti” che professano la loro fede nel segreto del loro cuore. Per tutti loro la beatificazione di 81 nuovi martiri coreani e tra loro 24 che morirono sotto il comunismo con l’allora vescovo di Pyongyang, Francis Hong Yong-ho, sarà un segno di grande speranza. Nessuna barriera, ma un ponte verso il Nord. Il loro messaggio è l’amore per l’umanità, anche per i persecutori».

Per il Cardinale di Seul l’elezione del presidente Moon Jae-in rappresenta di certo una speranza per il dialogo maggiore tra Sud e Nord, proprio in forza del suo essere cattolico: «Noi auspichiamo che, come dice San Paolo nella lettera ai Corinzi, il presidente si faccia “tutto a tutti” e che, da buon cattolico, porti un messaggio di pace e misericordia in Corea», spiega ancora l’arcivescovo. I passi da compiere sono tanti, difficili e purtroppo non dipendono solo dal lavoro di Seul o delle altre diplomazie: «Continuiamo ad avere fede in Dio perché possa esserci un nuovo inizio, come dice Papa Francesco, non attraverso le armi o la guerra: tutti i cattolici in Sud Corea pregano per la pace. L’impegno più importante per noi è la preghiera.

La preghiera ha il potere di trasformare noi stessi e la società. Tra coreani del Nord e del Sud siamo separati da oltre 70 anni, ma siamo convinti che, con la fede e la preghiera, la pace verrà». Se poi questa preghiera eviterà una guerra, questo è ancora tutto da scoprire. Va detto che però nel passato è successo, e dunque la speranza non può quantomeno rimanere sotterrata…

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori