CHARLIE GARD/ Video appello dei genitori, “vogliamo portarlo a casa”: l’ultimo desiderio (negato)

- Niccolò Magnani

Charlie Gard, video dell’ultimo appello dei genitori: “vogliamo portarlo a casa, ma ci hanno che è un’opzione non praticabile”. Il dolore della famiglia, oggi verrà staccata la spina 

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Il piccolo Charlie Gard (2016-2017) (LaPresse)

Un appello, a tratti straziante, che segue quelle parole amare raccontate ieri dai genitori di Charlie Gard dopo la notizia ricevuta dell’operazione che verrà effettuata nelle prossime ore. Il piccolo bimbo attaccato ai macchinari tra qualche ora non lo sarà più, con la spina che verrà staccata nell’Ormond Street Hospital in Inghilterra: nelle ultime ore i genitori Chris Gard e Connie Yates hanno voluto lanciare un ultimo appello in video e diffuso sul canale YouTube che in questi mesi ha ospitato tanti altri appelli per tenere in vita e sostenere quel piccolo corpicino inerme. «Per mesi ci siamo detti che se le cose fossero andate così sarebbe l’avremmo portato a casa. E ogni giorno abbiamo promesso al nostro bambino che lo avremmo fatto, perché questa era la promessa che avremmo dovuto mantenere», raccontano i due genitori che a stento trattengono le lacrime e lo fanno per tutto il breve video. Un ultimo desiderio che però è stato negato, visto che il piccolo di 10 mesi affetto dalla rara sindrome oggi rimarrà in ospedale, da dove verrà staccata la spina.

«Vogliamo fargli il bagno, sederci sul divano con lui, dormire insieme nel letto – dice papà Chris – metterlo nella culla, dove non ha mai dormito. Tutto questo ora ci viene negato», raccontano con amarezza guardando fisso in camera. «Abbiamo detto che ci sarebbe piaciuto portarlo a casa, e se non fosse stato possibile, in una struttura per i malati terminali. Non ci hanno detto che sarebbe dovuto morire il giorno seguente in quel centro»: così non è avvenuto, come spiega subito dopo anche la mamma a cui hanno detto che non si poteva portare a casa Charlie, neanche su offerta di pagare privatamente tutto loro. «Ci hanno risposto che questa non era un’opzione da prendere in considerazione»: un’opzione davanti ad una vita spezzata, o quantomeno davanti ad una piccola vita che finisce nel dolore e nella speranza per lui e per i genitori di un futuro di salvezza e di vita. Questa volta uno strappo alla regola poteva davvero starci cari medici…



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