Furto reliquia di Don Bosco/ Sparita urna con il cervello del Santo: la comunità invita alla preghiera

- Silvana Palazzo

Furto reliquia di don Bosco ad Asti: urna con il cervello del Santo rubata. Il sospetto inquietante: sgarbo o avvertimento a Papa Francesco? Le ultime notizie sulle indagini e aggiornamenti

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Reliquie di don Bosco (foto da Lapresse)

Un frammento e una scheggia del cervello di San Giovanni Bosco è stata rubata insieme alla sua urna dalla Basilica al Colle di Don Bosco, prima nel silenzio generale – con i fratelli salesiani impegnati a provare le ricerche internamente – e poi con la denuncia pubblica, i timore di un avvertimento a Papa Francesco inizia ad essere un’ipotesi significativa al vaglio degli inquirenti. Oggi si parlerà dello strano caso anche a Pomeriggio 5, nella seconda parte del programma con Barbara D’Urso che ha mandato una sua inviata sul luogo del furto per provare a raccogliere le ultime testimonianze. «Non sai cosa dire, sono cose che fanno male, stentiamo a credere che sia successa una cosa così. Ci fa venire in mente quando hanno rubato la salma di Mike Buongiorno, magari anche in questo caso chiederanno un riscatto. Don Bosco è un santo universale, ha solo fatto del bene, perchè agire cosi?», spiega il sindaco di Tronzano Vercellese, arrivato alla Basilica nella giornata di ieri per l’invito alla preghiera invocato da tutta la comunità dei Salesiani.

«Bisogna pregare, pregare, pregare, il maligno si manifesta in tanti modi. Si può rubare per fame ma non è certo questo il caso. Faremo dire una messa qui al Colle per rimediare a questa empietà», sono invece le parole riportate da La Stampa di Asti di due sorelle torinesi giunte anche loro come tanti altri pellegrini in queste ore per pregare e chiedere la conversione dei delinquenti che si sono presi una reliquia di un santo così importante e così venerato da tutta la Chiesa Cattolica. (agg. di Niccolò Magnani)

– Le indagini sul furto della reliquia di San Giovanni Bosco dalla Basilica di Colle Don Bosco, nell’Astigiano, proseguono nel più stretto riserbo: i carabinieri del Comando provinciale di Asti, coordinati dalla procura, stanno provando a risalire all’autore o agli autori. Per ora l’accesso alla teca, dove era custodita l’urna con il cervello del Santo, resta interdetto: sono aperte regolarmente la Basilica superiore e inferiore.

Si tratterebbe di professionisti, che avrebbero effettuato il furto – secondo quanto riportato da Il Giornale – su commissione. Ci sarebbe già un sospetto: pare che possa trattarsi di qualcuno che abbia voluto fare uno sgarbo o lanciare un avvertimento a Papa Francesco, devoto di don Bosco. La famiglia di Bergoglio è originaria della zona e il pontefice ha reso omaggio al Santo nella basilica di Maria Ausiliatrice, a Torino. In quell’occasione aveva ricordato di essere riconoscente ai salesiani per quello che avevano fatto per la sua famiglia: «Mia mamma e mio papà sono stati sposati da un salesiano, missionario della Patagonia, che mi ha molto aiutato nella mia vocazione».

Nessuna pista viene tralasciata dagli inquirenti, che stanno lavorando nel massimo riserbo. Si ipotizza anche che il furto sia stato commissionato da qualche collezionista di reliquie di santi: sarebbe sicuramente difficile piazzarla sul mercato senza l’ordine preciso di rubarla, visto che si tratta di un oggetto di grande valore. Sono pochi i dettagli trapelati, anche i Salesiani hanno scelto di non divulgarli per non ostacolare le indagini. 

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