Don Giorgio Costantino / Video, uno degli aggressori torna in libertà, parroco ancora ricoverato

- Silvana Palazzo

Don Giorgio Costantino: video prete picchiato. Petizione per liberare i ragazzi fermati: «Legittima difesa». L’iniziativa della sorella di Gattuso, accusato di tentato omicidio

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Don Costantino fuori dall'Ospedale: il ritorno in Parrocchia

Le ultime notizie sull’aggressione a Don Giorgio Costantino annunciano la scarcerazione di uno dei suoi aggressori, Domenico Zampaglione. Come rende noto Reggiotv.it, il ragazzo è il più giovane del gruppo e si trovava agli arresti domiciliari. Il gip ha tuttavia revocato la misura cautelare rimettendolo in libertà dopo essere stato indagato per favoreggiamento nel procedimento penale legato all’aggressione al sacerdote calabrese. La notizia è stata divulgata dal suo avvocato difensore. In merito alle condizioni di Don Giorgio, l’uomo si troverebbe ancora ricoverato in ospedale dove i sanitari hanno deciso di spostarlo nel reparto di cardiologia al fine di tenerlo costantemente sotto osservazione anche alla luce della patologia di cui soffre da anni e che ha rischiato di compromettere la situazione soprattutto nella prima fase successiva all’aggressione. Il 74enne non riuscirebbe ancora a restare in piedi sulle proprie gambe sebbene siano trascorse ormai due settimane dall’aggressione. Da oggi, intanto, dovrebbe prendere il via il periodo di riabilitazione in attesa di maggiori delucidazioni sulla vicenda giudiziaria. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Una petizione per liberare i cinque ragazzi fermati per l’aggressione di don Giorgio Costantino: la sorella di Giacomo Gattuso, il quale deve rispondere dell’accusa di tentato omicidio, ha promosso una raccolta firme su change.org chiedendo la liberazione del fratello. La petizione è stata firmata da oltre 200 persone, a cui evidentemente non ha fatto alcun effetto il video del pestaggio. Ridotto in fin di vita, il parroco della chiesa del Divino Soccorso di Reggio Calabria è stato aggredito dal branco, come hanno testimoniato le telecamere della chiesa, per aver chiuso il cancello davanti al quale i ragazzi stavano giocando a calcio.

Pestato brutalmente nella notte tra il 23 e il 24 maggio scorsi, il sacerdote si è trascinato sanguinante in canonica per chiamare i soccorsi. Operato per ridurre l’ematoma cerebrale, don Giorgio Costantino è stato poi messo in coma farmacologico. Ora sta meglio, ma sarà dura superare questo trauma. I procuratori e il gip hanno emesso cinque ordinanze di custodia cauterale, che hanno portato quattro ragazzi tra i 19 e i 26 anni ai domiciliari con l’accusa di favoreggiamento nei confronti di Giacomo Gattuso, che invece è in carcere.

Un coro di voci misericordiose si è alzato in loro difesa con commenti agghiaccianti. «Firmo perchè credo che ognuno di noi istintivamente avrebbe reagito così», «Ovvio che non andava percosso, ma tutti facciamo degli errori» e «Firmo perchè non è giusto rovinare la vita ad un ragazzo solo perchè si è difeso» sono alcuni dei commenti che lasciano allibiti. L’omertà che emerge da questi messaggi porta la nostra società ad accartocciarsi su se stessa: così non potrà cambiare mai.



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