PANICO A PIAZZA SAN CARLO/ Video, Torino: scagionato giovane a torso nudo, ‘era solo ubriaco’ (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Panico a Piazza San Carlo, Torino: video, allarme bomba e un giovane ricercato per procurato allarme. Il caos e le polemiche per le troppe bottiglie alcoliche in vetro nella piazza

piazza san carlo
Panico a piazza San Carlo a Torino (LaPresse)

Pare essere definitivamente scagionato il giovane a torso nudo che ieri sera ad un certo punto sembra il responsabile del procurato allarme in Piazza San Carlo a Torino. Immortalato dalle immagini con uno zainetto e con le mani in alto pareva agitare la folla scatenando la fuga dopo un presunto allarme bomba e invece, stando alle ultime novità che filtrano dagli investigatori, era semplicemente ubriaco. «Voleva tranquillizzare la folla in un goffo tentativo che ha tradito il forte tasso alcolemico nel sangue, ma nulla più»: non ci sono indagati, e dunque rimane scagionato il giovane a torso nudo interrogato lungo la notte appena trascorsa in Procura a Torino. Vedendo i filmati interamente, la polizia ha rilevato che il ragazzo era semplicemente ubriaco e non ha dato prova di scatenare alcun allarme terrorismo fasullo. «Era ubriaco e si vede piangere nel video abbracciato a un paio di amici», viene riportato dalla Procura che dunque definito chiuso, per ora, il caso del giovane a torso nudo a destra di piazza San Carlo nella notte orribile di sabato sera.

Ha parlato stamani il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, e ha segnato un punto importante e ufficiale sotto il profilo delle indagini, dopo le ultime ore di praticamente solo voci di corridoio, se si escluse il comunicato della Digos. «Non ci sono né indagati né ipotesi di reato»: dopo aver la stessa procura ieri lanciato l’indagine per procuratore allarme, ora Spataro fa un passo indietro rispetto alle inchieste su piazza San Carlo e il panico generato alle ore 22.07 dopo il terzo gol del Real Madrid la sera della finale di Champions League. «Prima di tutto è necessario ricostruire la dinamica precisa dei fatti», spiega ancora Spataro che predica calma attorno alle tante polemiche sorte nelle ultime ore dopo la sfocata strage di Torino. Pare che intanto il ragazzo a torso nudo ricercato ieri sera, sia stato interrogato nella notte e non abbia fornito particolari interessanti per gli sviluppi delle indagini. Al momento non è indagato come nessun altro, precisa la nota della Procura di Torino.

Sono in corso e sono continuati per tutta la notte gli interrogatori in Questura e Procura di Torino per tutti i testimoni di quella mancata strage in piazza San Carlo che ha provocato più di 1500 feriti di cui 3 ancora molto gravi. Gli investigatori della Digos di Torino avrebbero già individuato e identificato alcuni ragazzi che si trovavano in una parte di piazza, intorno alle 22,15, proprio «all’altezza dei civici 195-197, alla destra del maxischermo», come riporta la Stampa di Torino. Le voci che parlavano di alcune ammissioni da parte dei tifosi interrogati al momento sono smentite dalla stessa Procura, mentre è la Digos a parlare ancora fornendo un importante aggiornamento proprio in questa seconda mattinata di indagini.

«Benché le indagini siano tuttora in fase di sviluppo un’ipotesi emersa dalla ricostruzione dei fatti potrebbe far ritenere che l’improvviso movimento di massa di persone sia stato provocato dalla esplosione di un piccolo petardo e dal comportamento di qualcuno che avrebbe creato panico tra gli spettatori». A sostegno di questa ipotesi ci sarebbero alcuni oggetti pirotecnici sequestrati dalla polizia poche ore dopo la fuga generale da Piazza San Carlo.

Uno dei temi di maggior problematica presente in piazza San Carlo ieri a Torino – ma in realtà in tutti i grandi raggruppamenti all’aperto, che siano manifestazioni, concerti o spettacolo – è quello degli ambulanti che vendono bibite con alcolici (primo elemento vietato per legge) e per di più in vetro, causando un pericolo fortissimo come si è visto ieri sera dopo il falso allarme bomba. Moltissimi tifosi della Juve sono rimasti travolti dalla calca e si sono feriti con i tantissimi cocci di bottiglia rotti per terra, purtroppo non una novità per i concerti e i grandi eventi nelle piazze italiane. «Vedevo gente corrermi di fianco, ginocchia ferite dai cocci, pozze di sangue. Amici che si cercavano, genitori che tentavano di ricongiungersi a loro cari persi di vista. Molti tifosi venivano da fuori e chiedevano dove fosse quella o quell’altra via.

Una cosa però la voglio dire: sapevamo tutti della presenza di tantissimi ambulanti che vendevano alcol, ma nessuno ha fatto nulla», racconta un tifoso e come lui tanti altri in forte polemica con chi ha permesso che quegli ambulanti potessero entrare in piazza.

La sicurezza e i divieti di vendite nei pressi di piazza San Carlo evidentemente non ha funzionato fino in fondo, coma ha testimoniato con un video prima del fattaccio di sabato sera il giornalista ex Rai Carlo Nesti. Su Facebook ha pubblicato un video da lui stesso girato in cui si vedono vendite di bottiglie da ambulanti molti ore prima della partita, in completa “noncuranza” delle regole vigenti. «Questa è una mia ripresa, alle 18,00 di ieri. Vendita abusiva di alcolici. Le bottiglie, fatte a pezzi, hanno lastricato di vetri Piazza San Carlo. La maggior parte della gente è stata calpestata, fuggendo. Le ferite sono state causate dai vetri. Coppa maledetta: 2 persone, molto gravi, in coma», scrive su Facebook il giornalista sportivo.

L’ultima significativa novità rispetto alla sfiorata strage di Piazza San Carlo a Torino è il primo ricercato della Procura dopo l’avvio delle indagini per procurato allarme: come riportavamo ieri, con tanto di video, un ragazzo a petto nudo appare poco dopo la prima ondata di fuggi fuggi in piazza appena dopo il terzo gol del Real Madrid. Prima crea il vuoto intorno a sé con gesti strani e inspiegabili, a braccia alzate e poi, a torso nudo e con uno zainetto, si volta a assume una posizione che parrebbe simile a quella dei kamikaze prima di farsi saltare. Ovviamente al momento restano solo supposizioni, anche perché gli uomini della Digos e della Procura lo ricercano da ieri sera per conoscere dettagli in più e non con un mandato di cattura e d’arresto. Alcune voci raccolte da Repubblica, parlano anche di alcune confessioni e ammissioni lasciate da alcuni ragazzi vicini a quell’individuo con torso nudo, «avrebbero anche ammesso di aver provocato il panico con una bravata», ma al momento non vi sono conferme particolari.

Nelle immagini (ecco qui il video) non si vede se prima sia scoppiato qualcosa, ma resta la forte impressione che una “banale” provocazione abbia avuto effetti semi-tragici, con 1500 feriti e 8 gravi nei vari ospedali di Torino. La “caccia” a quel ragazzo prosegue, per provare soprattutto a chiederli se sia tutto frutto di una bravata lanciata, magari dall’elevata dose di alcol in corpo, o se invece sia in possesso di informazioni comunque utili per capire cosa sia davvero successo nella nefasta sera di Torino.



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