ATTACCHI A LONDRA/ Zaghba, terzo killer con passaporto italiano: Butt era seguito dagli 007 (ultime notizie)

- Morgan K. Barraco

Identificati due dei tre attentatori che hanno messo in atto gli attacchi a Londra nei giorni scorsi. Uno di loro era già noto all’Antiterrorismo britannico

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Londra (LaPresse)
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Ha fatto clamore la scoperta che uno dei tre killer in azione a Londra avesse non solo legami con l’Italia ma sia effettivamente un cittadino italiano con passaporto mezzo marocchino e mezzo italiano. Arrestato a Bologna, va ancora chiaro come sia dal 2016 ad oggi giunto fino in Regno Unito e come si sia messo in contratto con gli altri due terroristi dell’Isis. Intanto, come riportano i media inglesi, Khuram Butt era seguito dai servizi di sicurezza inglesi negli scorsi mesi: Mark Rowley, capo dell’antiterrorismo di Scotland Yard, ammette che quel giovane era nei radar dell’intelligence, ma che non se conoscevano progetti di attentato. Oltre alle radicalizzazioni al parco, il killer jihadista era stato molte altre volte segnalato da diversi vicini per i toni estremisti delle sue conversazioni, come ha raccontato ieri la sua ex vicina italiana Erica Gasparri, denunciando le autorità inglesi per non aver fatto seguire alcuna azione di arresto per il sospetto terrorista. (agg. di Niccolò Magnani)

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Proseguono le indagini a Londra per l’attentato che ha visto 7 morti e 50 feriti prima dell’abbattimento dei tre killer intervenuti prima con un furgone sulla folla e poi sgozzando persone per le strade londinesi. Emergono poco fa inquietanti novità sulla natura e le origini di questi tre attentatori dell’Isis che hanno innalzato di nuovo il pericolo-terrorismo in Europa: Youssef Zaghba, è il terzo nome ancora non diffuso, e avrebbe la madre italiana e il padre marocchino. Giovanissimo, nato nel 1995, il terrorista è stato fermato nel 2016 a Bologna mentre stava cercando di imbarcarsi su un aereo verso la Turchia per poter effettuare il “consueto” viaggio in Siria da foreign fighters dello Stato Islamico. Segnalato dalle varie intelligence italiane e britanniche, era però ancora in libertà e ancora bisogna capire come sia finito in Regno Unito senza che nessuno lo fermasse. (agg. di Niccolò Magnani)

Un volto noto alle forze dell’ordine fra i tre attentatori che nella serata di sabato hanno preso di mira il London Bridge, seminando panico e morti. Due dei tre terroristi, di 27 e 30 anni, sono stati identificati dalle autorità e le loro fotografie sono state diffuse da poche ore. Khuram Shazad Butt (27 anni) e Rachid Redouane (30 anni) sono i due terroristi che lo scorso sabato hanno provocato 7 morti a Londra.

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I tre responsabili dell’attentato sono stati in seguito uccisi dalle forze speciali accorsi sul posto, in seguito all’aggressione avvenuta al Borough Market. Secondo le prime notizie, riportate da Il Post, Butt e Redouane vivevano all’est della capitale inglese, nel quartiere periferico di Barking, lo stesso in cui negli ultimi due giorni sono stati effettuati diversi blitz da parte della Polizia. 

In particolare, Khuram Shazad Butt era nato in Pakistan ed era in possesso della cittadinanza britannica, già conosciuto alle autorità dell’Antiterrorismo inglese per il suo sostegno all’organizzazione jihadista di stampo salafita guidata da Al Muhajiroun. Un gruppo terrorista molto attivo negli anni ’90 nel Regno Unito e che è stata dichiarata fuorilegge dal governo nel 2005. Butt è stato inoltre al centro di un’inchiesta dell’Antiterrorismo, da cui tuttavia era risultato pressocché “pulito”.

Ed è proprio su questo punto che si è espresso nelle ultime ore il capo dell’Antiterrorismo britannico, Mark Rowley, che ha sottolineato come all’epoca dei fatti non sia stato commesso alcun errore. Le prove a disposizione delle autorità non apparivano in quegli anni così gravi da giustificare una continuazione dell’indagine su Butt. Secondo quanto riportato dalla moglie di quest’ultimo, sembra che nell’ultimo periodo il 27enne avesse iniziato a distribuire volantini nel quartiere per invitare i residenti musulmani a non presentarsi alle elezioni.  

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