CAPO SCOUT SPOSA IL COMPAGNO/ E il parroco lo caccia!

- Niccolò Magnani

Capo scout sposa il compagno gay, il parroco di Gorizia lo invita a lasciare il gruppo cattolico scout Agesci: ultime notizie, bufera e polemiche contro la Chiesa, la Diocesi non commenta

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Si è sposato il capo degli Scout cattolici di Gorizia, un evento di poco conto se non per le famiglie felici dei due sposi. Ecco, peccato che il problema sorge dal momento che il capo scout ha sposato… il suo compagno. È successo in Friuli, con il provetto scout Marco Di Just che è convolato a nozze in unione civile con il compagno gay: è successo tutto sabato scorso quando Di Just si è unito con il compagno, il consigliere comunale Luca Bortolotto, davanti a tutto il municipio. Per questo motivo però il parroco che segue anche il gruppo scout cattolico di Agesci ha chiesto al suo responsabile di abbandonare il ruolo di capo scout, «non ci sono più le condizioni per svolgere il ruolo di educatore degli scout cattolici», secondo quanto ritiene Don Fragiacomo sul quotidiano Il Piccolo di Trieste.

Un capo scout che forma e accompagna alla crescita educativa tanti giovani cattolici che si sposa con il compagno gay viene visto dal parrocco di quella Comunità come non più in linea con i valori “attivi” da poter comunicare ai ragazzi: sul lungo bollettino parrocchiale diffuso da Don Fragiacomo, si legge «Come cittadino ognuno può fare ciò che gli consente la legge dello Stato. Come cristiano, però, devo tener conto di quale sia la volontà di Dio sulle scelte della mia vita. Come educatore cristiano, in più, devo tener conto della missione e delle linee educative della Chiesa e della mia Associazione cattolica».

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Ovviamente il caso è divenuto subito nazionale, con la Chiesa e la Diocesi (che finora non ha voluto commentare alcuna dichiarazione, anche se l’arcivescovo di Gorizia è stato informato dallo stesso parroco di quanto deciso). Don Fragiacomo ha poi voluto aggiungere, «Nella Chiesa tutti sono accolti, ma le responsabilità educative richiedono alcune prerogative fondamentali, come condividere e credere, con l’insegnamento e con l’esempio, le mete, le finalità della Chiesa nei vari aspetti della vita cristiana.

Sulla famiglia la Chiesa annuncia la grandezza e bellezza del matrimonio tra un uomo e una donna. Come cristiani, dunque, siamo chiamati ad annunciare il modello di famiglia indicata da Gesù», si chiude il comunicato e bollettino parrocchiale. L’Agesci ancora non ha commentato e lo stesso Di Just non ha voluto rilasciare dichiarazioni dopo il matrimonio.

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È invece il parroco che, contattato da Radio Capital, ha aggiunto una piccola sottolineatura: «È incompatibile con il ruolo? E’ una conclusione che lui deve trarre. Il capo scout è un educatore di adolescenti, che hanno bisogno di una visione chiara su dove stanno andando dal punto di vista affettivo. Se uno fa parte dell’Agesci è un educatore cristiano-cattolico e quindi deve essere in linea con la missione della Chiesa». La Chiesa accoglie tutti, secondo il parroco, ma «quando nella Chiesa hai un ruolo educativo devi seguire la missione».

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