CRACK BANCO AMBROSIANO/ Le rivelazioni del Cardinal Pell sul triangolo Marcinkus-Sindona-Calvi

- Fabio Belli

Vaticano, Scandalo IOR: le rivelazioni del Cardinal Pell sul crack del banco Ambrosiano: la cifra versata in risarcimento ammonterebbe a circa 406 milioni di dollari

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Immagine da Internet

Lo scandalo relativo al crack del Banco Ambrosiano resta uno dei grandi misteri italiani. Giornalisti illustri hanno versato fiumi di inchiostro e la vicenda è stata ricostruita più volte nella sua interezza. Mancavano però ancora, a distanza di oltre trent’anni, le ammissioni ufficiali da parte del Vaticano sulle cifre del crack. A far chiarezza una volta per tutte ci ha pensato infine il Cardinale George Pell, responsabile della Segreteria per l’Economia del Vaticano fino al 2015. E, pur riferendosi a fatti del 1982, la cifra è ancora impressionante. Furono infatti ben 406 i milioni di dollari USA versati dal Vaticano in termini di risarcimento ai vari soggetti coinvolti: un vero e proprio dissesto finanziario che secondo Pell però fece passare la tempesta interna, almeno fino a quando le leggi anti-riciclaggio non vennero applicate anche all’interno dello Stato Vaticano.

La rivelazione ha fatto scalpore anche perché ufficiosamente le perdite per il Vaticano erano state quantificate sui 250 milioni di euro. La dichiarazione del Cardinal Pell è stata in realtà abbastanza laconica, ma ha confermato alcuni particolari importanti che erano rimasti, seppur noti alle cronache giudiziarie, sempre sottointesi da parte delle fonti del Vaticano. Come ad esempio i legami tra il Cardinal Marcinkus ed i banchieri Sindona e Calvi, quest’ultimo trovato morto a Londra in circostanze rimaste sempre avvolte nel mistero. Pell ha sottolineato inoltre le responsabilità delle autorità di controllo dello IOR, che non si sarebbero mosse in tempo ed avrebbero fatalmente aumentato il problema al momento dell’introduzione delle leggi anti-riciclaggio in Vaticano, che hanno di fatto congelato decine di milioni di euro, a partire dal 2010, che sarebbero dovuti essere introdotti al Vaticano. Secondo Pell molte banche estere, proprio a causa di questi mancati controlli e del ritardo nelle applicazioni delle norme antiriciclaggio, si sarebbero rifiutate di trattare e fare affari con il Vaticano per molto tempo.



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