Morta per digiuno – terapia/ Solo acqua per 3 settimane: medico denunciato, “ma la dieta funziona”

- Linda Irico

Una donna sarda di 57 anni, affetta da sclerosi multipla, è morta dopo aver seguito per 3 settimane una dieta a base di sola acqua, grazie alla quale aveva perso 10 chili. Indagato il medico

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Una dieta “killer” e una terapia del digiuno che ovviamente ora viene attaccata duramente dopo che una donna di 57 anni è morta per effetto, pare – ma bisogna attendere gli esiti finale dell’autopsia – per aver bevuto solo acqua per 3 settimane. La donna, Carmela Di Muro, era malata da tempo di sclerosi multipla e si era fatta prescrivere dal medico Massimo Melelli Roja la “tecnica” della digiuno-terapia per poter dimagrire ma soprattutto per poter guarire dalla sua grave malattia. Ora il medico è indagato e il caso sbarca addirittura in tv nel programma di Canale 5, a Pomeriggio 5: il dottor Melelli Roja al momento non ha voluto rilasciare dichiarazioni, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta che lo vede indagato dopo la denuncia del marito di Carmela.

Ma stando alle parole rivelate dal Corriere della Sera dopo il report dell’avvocato difensore Giacomo Chiuchini, il dottore, «manifesta il proprio dolore per la scomparsa della signora De Muro. pratico la digiunoterapia dal 1992, utile per la cura di svariate patologie. Dal 1995 viene eseguita anche per malattie autoimmuni tra cui la sclerosi multipla. Ho trattato migliaia di pazienti e i risultati sono stati statisticamente rilevanti, documentati e duraturi nel tempo». Secondo il medico, sotto la lente delle polemiche per via di quanto avvenuto a Carmela, non si sente responsabile in nessun modo per il decesso della donna, nonostante il “forte dolore che ha provocato in lui la scomparsa di Carmela. (agg. di Niccolò Magnani)

A far scattare indagini sulla morte di Maria Carmela De Mulo, 57enne malata di sclerosi multipla che aveva deciso di perdere i chili di troppo seguendo una dieta a base di sola acqua prescritta da un medico di Perugia, è stata la denuncia del marito della donna. Lui aveva accompagnato Maria Carmela dalla Sardegna e insieme a lei alloggiava in un residence fuori Perugia. Quando la donna si è sentita male, è stato il coniuge a chiamare il 118. La corsa in ambulanza è finita nel peggiore dei modi e il marito ha quindi deciso di presentare denuncia al posto di polizia dell’ospedale. L’uomo, disperato, ha ripercorso le ultime settimane di vita della moglie, raccontando della dieta a base di sola acqua che la donna aveva seguito, consigliata dal medico regolarmente iscritto all’albo. Ora si cerca di capire se, come da lui ipotizzato, possa esistere un nesso tra questa dieta e la morte della donna.

La 57enne sarda Maria Carmela De Mulo si era rivolta a un medico di Perugia che offriva ai suoi pazienti la possibilità di perdere peso attraverso l’agopuntura e la digiuno-terapia. Dopo aver seguito per circa tre settimane la dieta proposta dal medico regolarmente iscritto all’albo però la donna è morta. Per giorni aveva ingerito solo acqua, senza fornire al proprio corpo il contributo di alcun cibo solido. La vittima era anche affetta da sclerosi multipla e ora è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo. Come si legge su il Resto del Carlino, la donna aveva deciso di seguire le indicazioni del medico-guru per perdere peso nonostante la diagnosi di sclerosi.

In rete il dottore pubblicizzava la digiuno-terapia come “migliore dieta per sconfiggere ed eliminare i più pericolosi nemici della nostra salute, cioè tutte le sostanze inquinanti e tossiche, sia esogene che endogene”. La 57enne si è quindi nutrita dalla metà di maggio con solo tre litri di acqua al giorno, perdendo dieci chili. Dopo essere stata colpita da un malore, la donna è stata portata in ambulanza all’ospedale Santa Maria della Misericordia, dove i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. La procura ha aperto un’inchiesta e l’accusa è quella di omicidio colposo: l’intenzione è quella di stabilire un possibile nesso tra la morte e la dieta consigliata dal medico. Il magistrato dovrà nominare un consulente tecnico d’ufficio che si occuperà di eseguire l’autopsia sul cadavere.

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