FABRIZIO CORONA/ “Trattato come Totò Riina”: per il suo avvocato “paga perché malvisto dai moralisti”

- Linda Irico

Fabrizio Corona sarebbe stato trattato “come Totò Riina”, è quanto sostenuto dal suo avvocato Ivano Chiesa, impegnato a difendere il suo cliente da “un processo basato sul niente”

fabrizio_corona_primopiano_instagram_2017
Fabrizio Corona, teste in favore di Sara Tommasi - Instagram

Oggi si è tenuta la penultima udienza del processo contro Fabrizio Corona e lunedì 12 i giudici ascolteranno le repliche del pm e poi si riuniranno in camera di consiglio per emettere la sentenza. Oggi è stata la giornata della difesa e nella sua arringa l’avvocato Ivano Chiesa ha parlato alla “pancia” della giuria spiegando che il suo assistito sta pagando più per il suo atteggiamento che per i reati commessi: la vera colpa di Corona sarebbe quindi l’essere malvisto dai moralisti. I soldi nascosti sarebbero solo frutto degli incassi in nero per le serate e quindi Chiesa ha ricordato ai giudici che Corona avrebbe commesso solo “qualche leggerezza” e non pesanti reati, come riferito durante la trasmissione Pomeriggio 5 dall’inviata Marta Rigoni.

Per la difesa di Fabrizio Corona, l’ex re dei paparazzi è stato trattato alla stregua di un mafioso. L’avvocato Ivano Chiesa, difensore dell’ex fotografo dei vip, ha chiesto ai giudici di assolvere il suo cliente e lo ha fatto usando parole dure come riportato dal Tgcom. Ha ricordato a tutti che Corona è stato arrestato “davanti al figlio 14enne, manco fosse Totò Riina, trattato come un mafioso senza esserlo”. La perquisizione della Dda nella sua casta sarebbe stata degna di “Apocalypse Now” e tutto per un semplice “problema fiscale”. Per Chiesa si tratta di “un processo basato sul niente”.

Un “niente” che al momento si traduce in Corona per svariati capi d’accusa: intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione. Tutta colpa dei 2,6 milioni di euro che l’ex re dei paparazzi aveva nascosto in Austria e nel controsoffitto della sua collaboratrice Francesca Persi. Il legale di Corona, riferendosi alla richiesta del pm in un passaggio del suo intervento, ha spiegato: “Se lo condannate a 5 anni lo state condannando in pratica a 13 anni di carcere”. Il riferimento riguarda i 5 anni che Corona deve scontare per precedenti condanne e all’udienza in Cassazione che potrebbe aggiungerne altri 3 alla sua pena.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori