Ultime notizie/ Di oggi, ultim’ora: terremoto in Abruzzo, pickup contro 2 agenti in Usa, gravi (9 giugno)

- Morgan K. Barraco

Ultime notizie, ultim’ora oggi: Kim Jong-un sfida di nuovo le potenze internazionali; caos in Camera per la legge elettorale a causa di alcuni “problemi tecnici” (9 giugno)

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Immagini di repertorio (foto da Pixabay)

Momenti di panico, ieri sera a Washington, capitale degli Stati Uniti d’America, dove un pickup si è scagliato ad alta velocità contro due agenti e una passante in una trafficata via nel quartiere Nordovest della città. A darne notizia è oggi l’agenzia di stampa Ansa, che riporta come le tre persone investite siano in gravi condizioni. I due poliziotti si trovavano in sella alla loro bici quando si sono ritrovati addosso il pickup con a bordo due persone. Il conducente ed il secondo passeggero sono stati arrestati ed interrogati ma i maggiori sospetti sono legati alla presenza di un’arma presente nella vettura e che ha fatto prontamente dubitare del movente. Potrebbe forse essere di matrice terroristica? Il capo della polizia non ha smentito definitivamente ma neppure confermato, asserendo semplicemente che non esisterebbe al momento un motivo preciso in grado di giustificare l’incidente. Le indagini, dunque, proseguono senza escludere nessuna pista, inclusa, dunque, quella del terrorismo. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Paura in Abruzzo per una scossa di terremoto non fortissima, ma quando si vive in un territorio già sconvolto da devastanti precedenti, anche una scossa di magnitudine 3.9 desta allarme. L’epicentro del sisma è stato individuato nei pressi del comune di Pizzoli in provincia dell’Aquila. Altri comuni nelle vicinanze sono quelli di Pizzoli,Barete e Capitignano (L’Aquila), entro i 20 km. Cagnano Amiterno, Campotosto, Montereale, Lucoli, Tornimparte, Scoppito (L’Aquila), L’Aquila, Crognaleto, Pietracamela, Fano Adriano (Teramo), Borbona (Rieti). Al momento non si segnalano danni a persone o edifici. 

Sono tre gli alpinisti morti precipitando oggi dalla Becca di Monclair in Val d’Aosta. I tre erano a quota 3mila metri alla base della parete nord quando sono precipitati non si sa ancora per quale motivo. Si è accorto dell’incidente un altro alpinista che stava salendo sull’altra parete, si pensa che stessero scendendo dalla cresta quando sono precipitati. I soccorsi con elicottero hanno potuto recuperare i corpi ma non si sa ancora l’identità e la nazionalità delle vittime.

E’ uscita dal coma la donna di 26 anni rimasta calpestata durante il momento di panico in piazza San Carlo a Torino. Era stata ricoverata per un grave trauma toracico, adesso è sveglia e cosciente. Dopo Kelvin il bambino cinese anche lui in coma, un’0altra ottima notizia anche se la prognosi rimane riservata. In prognosi riservata anche la donna di 63 anni e una 38enne, quest’ultima aveva subito un infarto da schiacciamento. Non è ancora possibile dire le conseguenze del tragico trauma subito.

Un bel nulla di fatto, dopo le elezioni tenutesi ieri. Il Regno Unito sembra l’Italia all’indomani del voto, nessun governo possibile, obbligatorio arrampicarsi sugli specchi per riuscire a formare una coalizione in grado di governare. O magari tornare al voto. Theresa May, il leader conservatore che ha fortemente voluto questo voto credendo di dare più forza alla sua leadership, è la grande sconfitta: ha perso 21 seggi, si trovaa quota 309, bel lontana dai 326 seggi richiesti per avere la maggioranza dei 650 seggi del parlamento. Ma neanche Corbyn, il leader laburista sfidante, ha ottenuto granché, se non 31 seggi in più che lo lasciano comunque a 261 seggi. Il Snp perde 19 seggi fermandosi a 35, i liberal-democratici ne guadagnano 3 arrivando a 12 e il Dup, unionisti nordirlandesi di destra ne prende 2 toccando 10 seggi. Corbyn si dice pronto a formare un governo di minoranza, la May sembra non abbia intenzione d dimettersi. Da notare che il partito che ha voluto la Brexit, l’Ukip, non entra neanche in parlamento.

Non ha intenzione di fare nessuna marcia indietro Kim Jong-un, il dittatore coreano che ieri, sfidando la comunità internazionale, ha autorizzato l’ennesima dimostrazione missilistica. A prendere il volo nella notte italiana sono stati 4 missili che sono stati fatti volare per circa 200 chilometri verso est. Il lancio serviva a far capire al mondo che la Corea ha la possibilità e la tecnologia necessaria per operare un lancio da basi diverse, verso obiettivi numerosi, chiaro l’accenno alla forza navale americana dispiegata in zona con funzioni di deterrenza. Nessuna dichiarazione è giunta dalla Casa Bianca, anche se fonti vicino all’amministrazione USA hanno fatto sapere che Trump viene “costantemente aggiornato”.

Si potrebbe avvicinare, e non di poco, il rischio di incriminazione per il presidente americano Trump, dopo l’audizione dell’ex capo del FBI, James Comey, di fronte ad una commissione d’inchiesta. L’ex alto esponente, defenestrato in maniera inusuale da Trump, ha dichiarato infatti sotto giuramento in “commissione intelligence” di aver ricevuto pressioni dal Presidente riguardo alle indagini che i federali stavano compiendo sull’allora consigliere per la sicurezza nazionale Flynn. Comey ha inoltre affermato di essere sicuro che le elezioni presidenziali siano state viziate da una pensante interferenza operata dai servizi segreti russi, ma di non aver avuto nessuna indicazione su tale indagine da Trump. Le dichiarazioni di Comey saranno adesso valutate come parte determinante di un eventuale procedura di “impeachment”.

È bastato il primo voto segreto per far saltare del tutto l’accordo sulla legge elettorale raggiunto faticosamente nei giorni scorsi. Ieri l’esecutivo ha vissuto non poche difficoltà durante l’espletamento del primo voto segreto. Immediato l’intervento per quello che la Boldrini ha ribattezzato un “guasto tecnico”. Il tabellone dei votanti ha palesato quale preferenza avevano espresso i deputati, evidenziando che il voto era stato boicottato da molti grillini. La bagarre che ne è seguita è stata come al solito poco edificante ed ha interrotto il dialogo tra i pentastellati e il resto dei partiti, lasciando prefigurare uno stallo sulle future discussioni. Preoccupato il Capo dello Stato, data la mancanza di una legge con la quale fare votare gli italiani.

Si sta svolgendo senza problemi l’attesa votazione in Inghilterra, Paese sotto attacco da parte degli estremisti islamici, e con i cittadini che dovranno scegliere il nuovo primo ministro. A sfidarsi saranno la premier May, leader dei conservatori, e Jeremy Corbyn, che invece guida i laburisti. Le elezioni che sono state richieste dalla stessa May allo scopo di avere la forza per poter affrontare le trattative che devono gestire l’uscita dell’Inghilterra dall’unione, sono per i commentatori politici abbastanza incerte. La May nelle ultime settimane ha di fatto dilapidato il vantaggio che si era costruita, e adesso per molti analisti rischia finanche la poltrona di primo ministro. Si voterà fino alle 23.00 e già qualche minuto dopo la chiusura dei seggi si avrà la possibilità di conoscere gli exit poll.

L’illusione e la realtà: la corsa dell’Italia Under 20 si ferma sul più bello. La storia già scritta: l’Under 20 non va oltre l’Inghilterra che si prende la finale con il Venezuela. L’album del brusco risveglio presenta le migliori fotografie nel corso del primo tempo; il vantaggio immediato di Orsolini sembra un segno del destino come la sua quinta rete e il titolo momentaneo di capocannoniere solitario al Mondiale. Una prestazione attenta dal punto di vista difensivo, le ripartenze danno sempre l’impressione di poter trovare il raddoppio ma il rammarico maggiore è proprio quello di non aver approfittato del momento positivo. E così il copione cambia radicalmente nella ripresa: i leoncini alzano il ritmo e costruiscono occasioni di serie. La mossa vincente arriva dalla panchina inglese, l’ingresso in campo di Ojo spacca tutto. Speranze e certezze e ne beneficiano i giocatori di maggior talento. Solanke con una doppietta di peso ha fatto sicuramente felice uno dei suoi migliori estimatori, Josè Mourinho. Il presidente Tavecchio ha ringraziato comunque i ragazzi dicendo che nonostante la sconfitta sono riusciti ad appassionare nuovamente l’Italia calcistica. L’obiettivo è ora il terzo posto: la banda di Evani ha avuto comunque un rendimento oltre le aspettative e le attese. 

Daniele De Rossi ha fatto sapere che resterà in azzurro fino al Mondiale e rigore con l’Uruguay a parte, la sensazione è che la sua presenza sarà indispensabile al grande evento russo. Quest’Italia si scopre sempre più a corto di centrocampisti e alle prese con un buco generazionale che fatica a trovare la giusta misura tra il gruppo dei trentenni e i nuovi giovani da lanciare con giudizio. Marchisio è tornato a Torino dopo il problema all’adduttore e con la disponibilità accertata di Verratti e Parolo ci sarà davvero poca gente in mezzo al campo. Ventura è stato costretto a prelevare Gagliardini dall’under 21: in questo periodo, anche il suo modulo preferito cioè il 4-2-4 diventa un alleato essendo un sistema che tende a valorizzare gli esterni. Ma gli interpreti nella zona centrale latitano. Lo stesso Montolivo è stato costretto a giocare molto di più di quanto previsto contro l’Uruguay ed è chiamato ad uno sforzo che rischia di essere in contrasto con la cautela e la gradualità reclamate in queste circostanze. E allora? Meno che domenica sera c’è il Lichtneistein a Udine: la modestia dell’avversario può aiutare in questo contesto così avaro di centrocampisti in attesa che Verrati, Marchisio e Parolo tornino in azzurro.

Non corre i 200 metri da due anni ma Filippo Tortu, il vice campione dei Mondiali under 20 e recente record ai mondiali di categoria è pronto al suo esame olimpico e farà di tutto per passare il pass verso il Mondiale di Londra. 19 anni il 15 giugno l’atleta lombardo di origine sarda è il corridore più atteso. Molta curiosità anche per il ritorno in pedana di Alessia Trost, quinto posto a Rio dopo otto mesi senza gare e senza cambiamenti. Da ottobre si allena ad Ancona con Marco Tamberi, padre e allenatore di Gianmarco, anche lui in ripresa dopo l’infortunio che l’ha costretto a saltare i giochi.

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