CHARLIE GARD/ Cosa ne pensa la Chiesa Cattolica

- Fabio Belli

Charlie Gard, le reazioni del Papa, dei Vescovi inglesi e di Mons. Paglia. Sgomento per la decisione di staccare la spina al piccolo inglese e preoccupazione per i genitori

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Il piccolo Charlie Gard (2016-2017) (LaPresse)

La vicenda del piccolo Charlie Gard, al quale sarà staccata entro pochissimo tempo la spina dei macchinari che lo tengono in vita in un Ospedale inglese, ha ovviamente provocato anche molte reazioni nel mondo ecclesiastico. Anche il Papa si è espresso con un chiaro riferimento alla vicenda, con tweet in cui ha affermato: “Difendere la vita umana, soprattutto quando è già ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio diffonde a ogni uomo”. Non sono mancate anche reazioni da parte della Chiesa in Inghilterra, con molti religiosi che hanno rivolto appelli affinché la decisione sulla vita di Charlie non travalichi la volontà dei genitori: appelli caduti nel vuoto dopo la decisione della Corte Europea che ha confermato la sentenza per il fine vita del Tribunale di Londra.

Non si sono fatti attendere anche i commenti dei Vescovi inglesi, che hanno definito “straziante” la decisione di staccare la spina al piccolo Charlie Gard. Nella nota diffusa dalla Conferenza Episcopale Inglese si legge: “La malattia terminale prolungata fa parte della condizione umana: non dovremmo mai agire con la deliberata intenzione di porre fine alla vita umana, compresa la rimozione dell’alimentazione e dell’idratazione che potrebbe provocare la morte. Dobbiamo, tuttavia qualche volta riconoscere i limiti di ciò che può essere fatto, mentre si agisce sempre umilmente al servizio del malato fino al momento della morte naturale”. Anche il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Monsignor Vincenzo Paglia, ha espresso il suo sgomento, affermando: “va rispettata e ascoltata anzitutto la volontà dei genitori e, al contempo, è necessario aiutare anche loro a riconoscere la peculiarità gravosa della loro condizione, tale per cui non possono essere lasciati soli nel prendere decisioni così dolorose”.



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